Whatsapp chat

Arredo Bar, Guida Completa



La guida che ti appresti a leggere è pensata per illustrare nei minimi dettagli tutte le caratteristiche che deve avere l’arredamento di un bar, a partire dalla disposizione delle strutture, fino ad arrivare allo stile o alle attrezzature indispensabili da acquistare per aprire un bar.

Guarda le nostre offerte per l'arredamento bar.

Argomenti della guida



Arredamento contractAprire un bar

Cos'è il Contract?

Quali e quanti tipi di bar esistono

Altri tipi di bar

Quale stile scegliere per arredare un bar

Arredo bar esterno

Arredamento interno di un bar

Le attrezzature da bar

Illuminazione del locale

I colori del bar

Quanto costa arredare un bar?


Prima di addentrarci nei dettagli descrittivi, però, ci sembra doveroso introdurre l’argomento affrontando in termini più generali il concetto di bar. Capire da dove nasce l’idea di bar, quali sono le tipologie di bar esistenti e come i bar sono diversi a seconda della parte del mondo in cui ti trovi, può essere determinante anche per individuare l’arredamento ottimale da acquistare, quello più adatto alle caratteristiche intrinseche del locale che possiedi o vuoi avviare, nonché alle caratteristiche socio - culturali del luogo in cui vivi.

Quest’ultimo assunto probabilmente ti è sembrato troppo filosofico o sociologico, ma possiamo garantirti che non è così. Più avanti nella guida ti spiegheremo perché l’arredamento di un bar deve essere adatto alle esigenze della clientela di riferimento, non il contrario, quindi studiare e conoscere preliminarmente il proprio target è indispensabile per avere una strategia di successo.

Ma cosa è realmente un bar, e quando si è diffuso nel mondo? L’etimologia del termine ci suggerisce che il nome bar deriva probabilmente dalla contrazione di barrier o barred. Le due versioni si basano sull’ipotesi associativa di questo locale alla vendita di prodotti alcolici; cosa che avveniva dietro un’apposita barriera nell’America del sud colonizzata, ed era totalmente vietata nell’Inghilterra del diciannovesimo secolo (dove gli spacci avevano appunto le porte sbarrate). Da non trascurare neppure l’ipotesi che fa risalire l’origine del termine alla barra presente ancora oggi in molti locali, quella in ottone su cui si poggia il braccio quando è fissata alla parte superiore del bancone, e i piedi quando invece si trova nei pressi del pavimento.

La presenza dei primi bar nel continente europeo coincide con la diffusione di una nuova bevanda proveniente dal Sud America, intorno al 1700, cioè il caffè.

Difatti il termine caffè molto spesso viene usato in sostituzione di bar, e quelli che oggi conosciamo come bar altro non sono che la naturale evoluzione dei cosiddetti caffè di un tempo.

Dopo questo breve excursus storico passiamo a illustrare le diverse tipologie di bar diffuse nel mondo e quali sono le caratteristiche peculiari rinvenibili in ognuna di esse.

Questo approfondimento non riguarda tanto l’organizzazione interna ed i clienti target, quanto le diverse concezioni di bar, il modo di concepirlo in rapporto alla società di riferimento. Aprire un bar non è uguale in tutto il mondo!

Così se ad esempio ti trovi in un Paese anglosassone, come l’Inghilterra o la Scozia, ed entri in un bar, potrai notare che non è la stessa tipologia di locale presente in Italia. In queste nazioni, infatti, con il termine bar ci si riferisce più che altro ad un wine bar, quella che noi chiamiamo comunemente enoteca.

Ancora più particolare il caso dell’Australia, dove fino a qualche anno fa esisteva una sorta di sessismo riferito ai bar, con la distinzione tra lounge bar (frequentati da sole donne) e public bar (dedicati agli uomini). Negli anni i luonge bar hanno smesso di esistere con la loro connotazione originale e sono divenuti locali destinati al gioco del poker.

Anche negli Stati Uniti esistono diverse tipologie di bar. In questo caso la differenza non viene fatta tra uomini e donne ma piuttosto rispetto alla gradazione alcolica delle bevande in vendita. In linea di massima, infatti, possiamo dire che esistono locali definiti beer bar, dove si somministrano bevande più leggere come birra e vino, e liquor bar, dove si possono bere liquori e superalcolici di ogni tipo.

L’Italia invece è un caso totalmente a se. Come ben sai nella nostra nazione il bar rappresenta un pilastro culturale più che un semplice esercizio pubblico. A seconda della regione in cui vivi, della città o del piccolo paesino, dell’orario in cui lo frequenti o del modo in cui vuoi investire le ore ivi trascorse, puoi trovare diverse tipologie di bar, ognuna delle quali focalizzata sul soddisfacimento di interessi ed esigenze specifiche. Gli unici  temi comuni restano quelli della convivialità e del relax, mentre il modo di viverli è sempre totalmente diverso.


 

Aprire un bar

Le procedure da porre in essere prima di aprire un bar sono molteplici. Dunque se decidi di compiere questo passo accertati di aver fatto preventivamente tutto quanto necessario. In primo luogo ci sono da soddisfare una serie di requisiti personali, come il corso SAB, il corso HACCP e tutte le altre certificazioni relative alle norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro.  C’è poi tutta la parte inerente le licenze: la DIA, la SCIA, le licenze urbanistiche e quelle strutturali. Non meno importanti sono le normative igienico-sanitarie, che ti obbligano a fare una serie di corsi, tra cui l’indispensabile HACCP: un piano di autocontrollo che definisce le modalità di smaltimento rifiuti, imballaggi, acque reflue e pozzetti, igiene del personale ecc. Altre leggi con cui sicuramente avrai a che fare sono quelle che regolano i rapporti con il fisco. In particolare devi conoscere almeno le basi della normativa IVA e della normativa SIAE, se vuoi che nel tuo locale di tanto in tanto ci sia musica dal vivo.

Una volta espletate tutte le noiosissime e necessarie procedure burocratiche puoi finalmente passare alla parte operativa, quella in cui ti occupi di reperire un finanziamento (sempre che tu non disponga dei fondi necessari per avviare l’attività), fare formazione, imparando il mestiere presso un altro bar o comunque cercando di fare tutta la pratica possibile, e strutturare un business plan.

Alla fine, e solo alla fine, di tutte queste operazioni puoi finalmente dedicarti alla scelta dell’arredo bar. Vediamo insieme come fare.


 

Cosa è il Contract?

Contract significato

Quando si parla di arredo bar molto spesso lo si associa al termine contract, oppure si sente dire arredamento contract. Ma cosa si intende per conract? Cos’è effettivamente?

Partiamo col chiarire una cosa: l’associazione dei termini arredamento+contract non è formalmente corretta, in quanto non si tratta di uno stile di arredamento o di una particolare modalità di arredo con le sue forme e i suoi colori tipici.

Piuttosto il contract è un servizio, erogato da un’azienda definita contractor, che si impegna a fornire opere d’arredo per ambienti pubblici di ogni genere, con la formula chiavi in mano”.

A voler essere precisi l’azienda capocommessa può fornire ai clienti che vogliono inaugurare un pubblico esercizio (bar, hotel, uffici, ristoranti, Spa, centri polifunzionali, centri commerciali, banche, musei, università, teatri ecc.) non solo complementi d’arredo, ma un servizio completo che comprende ogni attività necessaria dal momento della decisione di aprire il locale fino al giorno dell’inaugurazione. Queste attività possono includere, ad esempio: tutta la parte relativa alla progettazione (strutturale, degli impianti, architettonica), le pratiche amministrative da espletare, la fornitura e il posizionamento delle insegne, nonché, ovviamente, la fornitura degli accessori, delle attrezzature e dei mobili.

L’impresa appaltatrice riveste dunque un ruolo importantissimo anche in termini di project management perché, non dimentichiamolo, un progetto ben sviluppato e strutturato può incidere sull’ammontare de costi finali per percentuali molto elevate.

La parte progettuale è determinante anche in virtù del fatto che essa racchiude in se tutti gli accordi con le aziende sub appaltatrici. Quando ci si affida ad un’impresa tramite una formula contract essa, infatti, non realizza i lavori in prima persona, ma sceglie una serie di fornitori diversi per ognuno dei servizi necessari a portare a termine il progetto completo per aprire un bar. Inoltre il contractor è tenuto a garantire in tutto e per tutto il committente rispetto agli eventuali rischi derivanti da scelte sbagliate. Non di rado, infatti, se gli attori in campo mancano di esperienza o, ancora peggio, cercano di agire in funzione del soddisfacimento dei propri interessi privati, si può generare un danno (non solo e non necessariamente economico) che va a ricadere ovviamente sul committente originale.

Affidarsi a un’azienda che si occupi di contract può avere dunque dei lati positivi e anche qualche piccolo svantaggio. In particolare questa soluzione può comportare costi maggiori per il committente rispetto all’eventualità che lo stesso gestisca alcune cose in prima persona, o si affidi di volta in volta alla ricerca del prezzo più conveniente sul mercato.

Allo stesso tempo, però, ci sono una serie di notevoli vantaggi. Poc’anzi abbiamo citato l’importanza di esternalizzare il peso delle responsabilità e dei rischi sul contractor, ma ad esso possiamo associare una probabile riduzione dei tempi di completamento dei lavori: un’insieme di aziende ordinate e coordinate, che operano in sinergia sotto un’unica direzione, sono certamente più efficienti e rapide di un assembramento casuale in cui gli attori spingono per far prevalere i propri interessi su quelli degli altri. In questo modo i tempi necessari per aprire un bar si accorciano notevolmente.

Altro vantaggio non trascurabile risiede nel fatto che spesso, quando ci si affida a qualcuno con la formula contract, lo si fa scegliendo un’azienda iper specializzata nel nostro settore di riferimento. Infatti sono sempre più diffuse le aziende che scelgono di fornire servizi contract orientandosi su un unico ambito (ad esempio c’è chi si occupa solo di alberghi, chi di uffici, chi di scuole). In questo modo possono conoscere a fondo il proprio mercato obiettivo con le sue peculiarità, le sue esigenze e i suoi rischi, al fine di operare con maggiore professionalità e qualità, giustificando a maggior ragione il surplus di costi che il committente deve mettere in cantiere.

Nel prossimo paragrafo focalizzeremo nuovamente il discorso sui bar e  proveremo ad illustrare per linee generali le caratteristiche di quelli più diffusi in Italia e nel mondo, per vedere come e quando funzionano al fine di individuare, successivamente, quale possa essere l’arredamento di volta in volta più adeguato.

 

Quanti e quali tipi di bar esistono

Classificare i bar da un punto di vista quantitativo è impresa assai ardua, se non impossibile. La definizione numerica esatta si scontrerebbe infatti con l’esistenza di alcuni bar dalle caratteristiche non ben definite.

Non tutti i locali rientrano nelle tipologie che adesso andremo ad elencare, alcuni hanno tipicità uniche, mentre altri possono presentare più aspetti distintivi in contemporanea. Quello che stiamo per fare, dunque, è un tentativo di ordinamento qualitativo. Vediamo insieme quali sono le tipologie di bar più diffuse.

 

Bar tradizionale (o italian bar)

Sicuramente il più diffuso in Italia, esso rappresenta una tipicità della nostra nazione; tanto è vero che spesso nostri concittadini hanno deciso di aprire un bar anche all’estero, nei quartieri con forte presenza di emigrati italiani. La peculiarità principale si rinviene nel fatto che il bar tradizionale non si contraddistingue per nessun aspetto particolare. È aperto tutto il giorno (dalla mattina presto alla sera tardi) e al suo interno si possono consumare tutti i tipi di bevande (caffè, bibite, birra, vino e liquori). Di solito offre la possibilità anche di mangiare sia prodotti preconfezionati, come patatine, stuzzichini o sandwiches, che alimenti cucinati al momento, come pizzette, patatine e rustici. Tutto ciò lo rende perfetto per qualsiasi tipo di clientela: dal consumatore occasionale che si ferma a fare colazione a chi intende sostare più a lungo per un aperitivo. Da non trascurare anche il fatto che spesso gli italian bar dispongono di tavoli da biliardo e calcio balilla, oltre ad avere sale attrezzate per giocare a carte e ambienti dedicati alle slot machines.

Alla luce di un range così ampio di attività praticate al suo interno, potrai capire come non sia possibile definire a priori l’arredamento ottimale per chi decide di aprire un bar tradizionale italiano. Certamente sono necessari alcuni elementi come bancone, frigo, vetrina, tavolini e sedie, ma le loro caratteristiche possono variare moltissimo in base all’orientamento che il proprietario preferisce dare. Non di rado, ad esempio, si trovano bar che ricavano dal gioco della carte la loro principale fonte di reddito. In questo caso è senz’altro necessaria un’ampia sala con tavolini, sedie e aspiratori di fumo. Viceversa, se il gestore decide di puntare sulle slot machines, può optare per una riduzione degli spazi dedicati all’area relax. Potremmo proseguire a lungo con questi esempi, ma deve essere chiaro il fatto che in un bar tradizionale ci possono essere, potenzialmente, tutti gli elementi d’arredo che approfondiremo più avanti. Il segreto sta nel saperli dosare sapientemente scegliendo una clientela di riferimento, ma senza escludere a priori tutte le altre.

 

American bar

Gli american bar si distinguono per la qualità generale, a partire dal servizio, passando per la competenza dei dipendenti fino alla scelta sulle bevande. Per aprire un bar di questo tipo, di solito bisogna proporre un ambiente elegante, moderno e raffinato, in cui nulla è lasciato al caso. L’arredamento è una delle componenti essenziali. Tendente allo stile moderno, con banconi dalle forme sinuose e molto ampi, negli american bar sono molto diffuse le luci, sia all’interno degli arredi (molto particolari i banconi luminosi ad esempio), sia per dare un’impronta giovanile e dinamica al locale nel suo complesso. Gli scaffali per le bottiglie e la parte superiore del bancone sono spesso in vetro antigraffio.

È bene precisare che quando parliamo di american bar non ci riferiamo solo a locali specifici, chiusi, fini a se stessi. Un american bar è più che altro un modo di concepire il bar, sia nello stile che nella forma, quindi può essere allestito anche nella hole di un albergo o accanto ad una piscina. Ancora, può essere associato all’aggettivo american anche il bar di una discoteca (disco bar), dove i dipendenti saranno probabilmente  barman flair e free style, specializzati nella preparazione di cocktails, bevande fresche e bibite dissetanti. Sempre tra gli american bar possono essere annoverati i piano bar, dove c’è musica dal vivo, e i bar dei night club o di locali simili (sex bar, topless bar, gay bar), dove lo stile del bancone è sì importante, ma non certamente l’attrazione principale.

 

Lounge bar

Non è altro che un american bar ancor più elegante. Il suo nome deriva proprio dai piccoli salotti che in esso sono allestiti in cui gli ospiti si riuniscono e si accomodano per prendere un aperitivo. Anche la musica ha un suo stile specifico, viene infatti definita lounge music e deve essere, in sintonia con il resto del locale, prettamente rilassante.

 

Wine bar

Come abbiamo detto in precedenza nella cultura italiana un wine bar può essere assimilabile a una vineria. Non possiamo dire che aprire un bar di questo tipo equivalga ad aprire una vineria, ma i concetti sono davvero molto vicini. Sebbene in questo locale si servano anche portate da mangiare come accompagnamento, non è difficile comprendere che il prodotto posto al centro dell’attenzione, sotto ogni punto di vista è il vino. Chi frequenta una vineria lo fa principalmente perché ama il vino e vuole che lo stesso sia esaltato, ricercato, sublimato. Di conseguenza anche l’arredamento deve essere indirizzato in questo senso.

I complementi d’arredo sono quasi sempre in legno, che ben si abbina e richiama il vino nelle botti. Altra caratteristica che accomuna molti wine bar è la presenza di scaffali aperti, con settori a vista, in cui sono esposte in bella mostra tutte le bottiglie di vino disponibili. Questi accorgimenti, insieme ad una luce non molto forte, contribuiscono a rendere l’atmosfera ideale per chi vuole sorseggiare un bicchiere di vino in santa pace. In ultimo vogliamo sottolineare come sia apprezzabile alternare i tavolini con qualche divanetto, perché non tutti vogliono mangiare. Molte persone preferiscono solo chiacchierare bevendo, seduti comodi su un divano o al bancone.

 

Tea bar o tea room

Anche in questo caso il nome non lascia spazio a dubbi: in questa tipologia di locale si consumano principalmente bevande leggere, come tè, tisane o infusi, accompagnate da biscotti o piccoli stuzzichini. Al contrario, se vuoi aprire un bar di questo tipo non puoi puntare sulle bevande alcoliche o sui piatti cucinati, proprio perché la clientela tipo preferisce riunirsi sui divani appositamente allestiti in orari pomeridiani o nel post cena, quando ci si vuole semplicemente rilassare con una bevanda non molto impegnativa.

L’arredamento può dunque essere shabby chic o tendente al provenzale, mai dai colori accesi, né troppo estremo” (sia moderno che classico). Se l’obiettivo è il relax lo deve essere non solo per la mente ma anche per gli occhi e per le orecchie, quindi assolutamente da preferire un sottofondo musicale soft.

 

Gelateria, pasticceria

Abbiamo preferito accorpare queste due tipologie di attività in un solo paragrafo perché esse sono molto simili sotto diversi aspetti. Tanto per cominciare ognuna punta sulla qualità di un singolo prodotto (gelato o dolci), ma allo stesso tempo esistono una miriade di locali in cui le due specialità sono vendute contemporaneamente. Quel che più ci interessa, però, sono le considerazioni relative all’arredo per una gelateria/pasticceria.

Considerando che, al pari di un bar, sia la gelateria che la pasticceria possono avere la duplice destinazione di locali take away, dunque di passaggio, e di locali in cui sostare a consumare; è chiaro come anche l’arredamento debba essere pensato per offrire questa doppia possibilità.

L’elemento più importante da valutare prima di aprire un bar gelateria o un bar pasticceria è la vetrina. Essa deve essere molto grande, spaziosa, con i vetri sempre puliti e i prodotti ben in vista. In una gelateria o pasticceria la vetrina è una sorta di biglietto da visita: presenta la tua attività al cliente appena entrato e gioca un ruolo determinante nel saperlo ammaliare o scoraggiare all’acquisto. I gelati e i pasticcini devono essere presentati nel migliore dei modi per innescare un meccanismo di desiderio assoluto, che dalla vista deve essere trasferito al gusto.

Non tutti i clienti decidono di acquistare per mangiare all’esterno o portare le leccornie a casa. Molti si vogliono fermare a consumare subito e devono poterlo fare. L’ideale, pertanto, è avere sia una zona salotto, con divani e poltrone, sia una zona con sedie e tavolini, per lasciare la più ampia scelta possibile. Da non dimenticare assolutamente, soprattutto per le gelaterie che lavorano principalmente d’estate, i tavolini all’aperto.

Se lo spazio nel tuo locale non fosse sufficiente, non puoi esimerti dal posizionare almeno delle mensole a parete e degli sgabelli alti, per offrire se non altro un punto d’appoggio a chi vuole mangiare in fretta.

 

Milk bar

Un milk bar è un pubblico esercizio specializzato nella vendita di prodotti a base di latte, come gelati, milk-shake, frappè, yogurt, frullati, gelato a base di yogurt ecc. Non è una tipologia di locale molto diffusa perché troppo specifica, generalmente chi decide di aprire un bar preferisce diversificare la propria offerta, ampliandola rispetto ai solo prodotti contenenti latte, in modo da raccogliere gli apprezzamenti di un maggior numero di clienti.

I milk bar in Italia sono l’eredità di quelle che negli anni ‘60 - ‘70 erano conosciute come latterie. La loro diffusione è molto più accentuata nei Paesi dell’est Europa.

Trattandosi di un locale assai specifico è opportuno che l’arredamento interno di un milk bar sia coerente con la tipicità dei prodotti serviti. Molto spesso, ad esempio, sulle pareti si possono vedere rappresentazioni raffiguranti gocce di latte o mucche stilizzate e particolarmente colorate. Questa scelta può risultare vincente sia per rafforzare l’immagine del brand e la percezione nella mente dei clienti, sia per attirare le simpatie di un pubblico più giovane. Tieni presente che i bambini possono essere i clienti migliori di un milk bar.

 

Snack bar

Il concetto di snack bar è molto vicino a quello di paninoteca. Lo snack bar è infatti un locale in cui si consumano, accanto ai prodotti tipici da bar, anche alimenti perfetti per un pasto fugace, un rapido snack, quali ad esempio tramezzini, toast, pizza, insalate o primi e secondi piatti già pronti.  

Gli snack bar sono molto diffusi soprattutto nelle grandi città, e più nello specifico in quei quartieri in cui si concentra un maggior numero di uffici. Altri posti dove c’è necessità di mangiare un pasto rapido possono essere le grandi stazioni ferroviarie e metropolitane, nonché gli aeroporti.

Una volta inquadrata la tipologia di locale, deciso di aprire un bar che abbia queste caratteristiche, e dopo aver compreso che la clientela tipica è sostanzialmente solo di passaggio”, puoi agevolmente dedurre che l’arredamento di uno snack bar non può che essere minimal, essenziale. Di solito si considerano indispensabili un ampio bancone, per chi preferisce consumare il pasto sugli sgabelli alti, alcuni tavolini e, talvolta, alcuni divanetti. Spesso infatti, chi ha qualche minuto in più, può decidere di sostare e riposarsi sorseggiando un caffè.

Molto più importanti dell’arredamento in senso stretto sono invece le attrezzature, che approfondiremo in un paragrafo successivo. Per offrire ai clienti un pasto ottimale, seppur fugace, non devono mancare tostiere, forni a microonde o elettrici, piastre, centrifughe e affettatrici.

 

Catene internazionali del breakfast

La traduzione letterale di breakfast è colazione, ma se pensi ad esempio Starbucks, per citare una delle catene internazionali del breakfast più famose del mondo, come un posto in cui fare solo colazione, certamente sei quantomeno ingeneroso. Premettiamo che aprire un bar di portata internazionale non p impresa affatto semplice, a meno che non lo si faccia in franchising. Detto ciò andiamo a vedere di cosa stiamo parlando.

Esse sono una via di mezzo tra il bar, una sala da tè e una pasticceria. Esatto, perché tra i prodotti in vendita c’è un po’ di tutto, anche alcuni degli spuntini veloci che abbiamo citato poco fa, mentre parlavamo degli snack bar.

Questo approccio multi mercato e multi cliente fa si che locali di questo tipo debbano essere ubicati necessariamente nei grandi centri urbani, come le metropoli, possibilmente frequentate da molti turisti. Insomma il bacino d’utenza deve essere adeguatamente grande.

Per quel che concerne lo stile di arredamento possiamo citare un aggettivo che lo riassume alla perfezione: standardizzato. Ogni catena ha le sue peculiarità, un colore dominante e uno stile tipico. Questo serve a distinguersi dalla concorrenza e a trasmettere un messaggio di unicità facilmente riconoscibile agli occhi del potenziale cliente. L’ambiente è sempre molto ricercato, le vetrine grandi e ricche di prodotti ben visibili, i tavoli e le sedie sono immancabilmente affiancati da una serie di invitanti divani.

 

Pub, birrerie

I pub (o birrerie) sono un elemento molto importante della presente classificazione. Anche se non possono essere ricondotti alla tradizionale concezione di bar, ne presentano le caratteristiche tipiche che per un bar si possono immaginare, essi si classificano come locali assimilabili in quanto a servizio offerto ed occasioni di frequentazione. Anche le bevande e i cibi (quasi tutti) venduti sono comuni con la maggior parte dei bar. Per non parlare della clientela, speso avvezza a spostarsi di sera da un classico bar, frequentato nelle ore diurne, verso un pub.

Quindi i pub possono essere definiti bar a tutti gli effetti? Beh, non esattamente.

A differenza di un bar il pub incentra la propria attività sulla somministrazione di bevande alcoliche, in particolare la birra, e riduce al minimo la vendita di alimenti preconfezionati o precotti per concentrarsi sulla somministrazione di panini, patatine e altre stuzzichini preparati al momento. Questo non vuol dire che non possa comunque svolgere le tipiche attività da bar, o lavorare molto anche durante il giorno; ma generalmente chi gestisce un pub preferisce puntare su una clientela giovane, che esce per bere una birra e mangiare un panino facendo quattro chiacchiere. Aprire un bar che funga anche da pub è molto difficile, il contrario, invece, accade di frequente.

L’arredo per un pub o una birreria è tendenzialmente diverso da qualsiasi altro bar. L’elemento dominante è il legno, usato per il bancone, i tavoli, le sedie, le panche, il parquet e spesso anche per rivestire pareti o pilastri. I colori scuri e le luci soffuse rendono l’atmosfera molto tenue e rilassante. Anche la musica contribuisce in questo senso. Sebbene oggi siano sempre più diffusi i locali con musica live e volume alto, nei pub originali anglosassoni faceva solo un sottofondo (o era addirittura assente) per consentire agli ospiti di conversare tranquillamente davanti alle proprie birre.

Non di rado divanetti e tavolini bassi possono far parte dell’arredamento di un pub, perché, come abbiamo detto, spesso gli ospiti si fermano solo a bere e mangiare stuzzichini, quindi possono farlo su una seduta più comoda e rilassante. Elemento chiave per un pub che si rispetti è il bancone. Non può assolutamente mancare. Spazioso, lungo, con sgabelli alti e poggiapiedi, esso costituisce quasi uno status symbol che identifica e differenzia il cliente abituale di un pub.

Vogliamo ricordare, infine, che nei pub arredati secondo uno stile molto tradizionale, si possono trovare tra gli elementi d’arredo alcuni piacevoli passatempo, tra tutti i tavoli da biliardo e bersagli attaccati alla parete, per giocare con le freccette.

 

Altri tipi di bar

Chiudiamo questa sezione della guida dedicata a una disamina completa di tutte le tipologie di bar con i rispettivi arredamenti citando, semplicemente a titolo di curiosità, alcuni bar particolari che, seppur presenti sul mercato, non hanno elementi d’arredo dissimili da quelli analizzati fino a questo momento.

Ricordiamo dunque per dovere di cronaca che se vuoi aprire un bar puoi scegliere anche tra:

 

   •     Bar di ristorante

   •     Bar d’albergo

   •     Aperitiv bar

   •     Bar di piscina

   •     Video bar

   •     Full enjoy

   •     Bar di spiaggia

   •     Cigar bar

   •     Luxury Trendy Bar

   •     Speakeasy Bar

 

Quale stile scegliere per arredare un bar

stile arredo bar

Lo stile con cui arredare il tuo bar è certamente un fattore importante, ma non tanto quanto lo sarebbe se stessi arredando una casa. Questo per vari motivi che tra poco provvederemo a spiegare. Prima però vediamo quali sono le possibili alternative se vuoi seguire una strada canonica e attenerti ad uno stile preciso, proprio come faresti per un’abitazione.

Potresti ad esempio pensare di aprire un bar e arredare il locale con uno stile moderno, in cui tutti gli elementi d’arredo hanno un design particolare, seguono le mode del momento e puntano ad avere appeal su un pubblico giovane. Lo svantaggio dello stile moderno è che troppo spesso gli arredi sono scelti in funzione delle loro particolarità estetiche, piuttosto che tenendo conto della praticità d’uso.

Diametralmente opposta è la scelta riconducibile allo stile classico. In questo caso il target di riferimento sono le persone adulte, mature ed esigenti. Del resto un arredamento classico tende ad apparire pesante, quasi impegnativo, per un bar; con le sue linee elaborate che richiamano le caratteristiche di una tradizione antica che può essere apprezzata soprattutto da una clientela molto selezionata.

Se decidi sperimentare uno stile minimal, invece, non è necessario identificare a priori un target obiettivo. Questo stile punta sulla semplicità e sulla praticità degli arredi. Trova la sua massima espressione in un ambiente funzionale e luminoso, in cui tutti possono sentirsi a proprio agio perché adatto ad ogni contesto.

Lo stile retrò serve a valorizzare un determinato periodo storico. Per quel che riguarda i bar, o altri pubblici esercizi, quando si parla di stile retrò si fa riferimento a un arredamento che richiami alcune epoche d’oro e le loro caratteristiche. Spesso ci si concentra sugli anni settanta, ottanta o novanta e si sceglie un tema specifico che li rappresenta. Ad esempio si può arredare il bar in stile disco music, con richiami alla cultura hippy o al rock and roll (famosissimi in questo senso sono gli Hard Rock Cafè sparsi in tutto il mondo).

Ci sono poi i bar che puntano alla selezione massima della propria clientela, scegliendo uno stile lussuoso. In questo caso il cliente è il centro assoluto del progetto, coccolato e viziato da un ambiente costruito su misura per soddisfare ogni sua esigenza, piccola o grande che sia. Naturalmente la selezione (naturale) avviene anche sulla base dei prezzi: i bar di lusso offrono servizi di eccellenza a prezzi decisamente più alti della media. Anche per il gestore aprire un bar lussuoso comporta dei costi maggiori.

Probabilmente potremmo continuare con questo elenco prendendo in considerazione anche stili di arredamento meno diffusi e non così specifici, ma come ti abbiamo anticipato questo discorso è solo relativamente valido quando si parla di pubblico esercizio. In questo caso i fattori da tenere in considerazione per arredare al meglio un bar sono molti e di natura differente, non ci si può limitare allo stile, per quanto esso possa essere, talvolta, una linea guida da seguire.

Basta che prendi in considerazione le varie tipologie di bar precedentemente elencate per capire che la maggior parte di esse hanno caratteristiche intrinseche tanto specifiche da non potersi rifare a nessuno degli stili canonici. Riesci ad immaginare un milk bar arredato in stile classico o minimal? Oppure, credi di poter definire in maniera puntuale lo stile di arredamento delle catene internazionali del breakfast? Certamente la risposta, in entrambi i casi, è no!

Ecco perché vogliamo introdurre per i bar quello che ci piace definire stile indefinito. Lo stile di arredamento indefinito è quello che si adatta alle esigenze del contesto, che si ispira alle occasioni d’uso e trova nella soddisfazione del cliente la sua ragion d’essere.

Alcuni elementi che possono indirizzare le scelte dello stile sono: la posizione in cui il bar è ubicato, gli spazi disponibili (sia interni che esterni), i clienti di riferimento e, perché no, il gusto estetico del titolare.

Nelle pagine precedenti abbiamo più volte citato l’importanza di scegliere il tipo di clientela obiettivo ben prima di aprire un bar, così come è opportuno definire gli standard qualitativi del servizio offerto. Ma cosa succede se si prende in considerazione un fattore esogeno come il quartiere circostante? Spesso bisogna fare di necessità virtù e mediare la scelta dell’arredamento con un’analisi di marketing preliminare. Alcuni esempi possono aiutare a chiarire questo concetto.

Per aprire un bar situato in una zona residenziale, con un reddito pro capite medio alto, meglio scegliere un arredamento elegante, servizio esclusivo e prodotti di qualità. Se invece il bar si trova in un quartiere universitario, l’opzione potrebbe essere duplice: puntare sul format snack bar” e sulle pause pranzo degli studenti, oppure orientarsi su un locale serale” come una birreria, in cui i ragazzi trascorrono spesso le serate libere dopo lunghe ore di studio o di lavoro.

In definitiva possiamo dire che non esistono suggerimenti universali da poter dare quando si parla dello stile di arredamento di un bar, ma speriamo di averti aiutato a capire l’importanza di avere le idee in merito a ogni singolo fattore possa influenzare le tue scelte, ed il tuo business futuro.

 

Arredo bar esterno

arredo bar esterno

Avere la possibilità di uno spazio esterno da sfruttare nelle stagioni più calde e rendere praticabile in quelle fredde, può essere una vera fortuna per chi gestisce un bar; ma per non disperderne le potenzialità bisogna arredarlo con raziocinio, offrendo ai clienti tutti i comfort necessari. Quindi come deve essere l’arredamento esterno di un bar?

Ancora una volta la risposta più appropriata è: dipende”.

Dipende ad esempio dall’ampiezza dello spazio a disposizione. Un bar in centro città che può disporre di qualche metro sul marciapiede antistante non necessita di grandi sforzi, basta qualche tavolino in alluminio e poche sedie. Un’idea potrebbe essere il modello Dodo di Scab Design.

Quando gli spazi in cui aprire un bar sono più grandi il ragionamento cambia radicalmente. A seconda del budget a disposizione si può creare un ambiente esterno molto bello e funzionale, che non abbia niente da invidiare alle sale interne del bar. Se il locale affaccia ad esempio su una piazza o su un’ampia terrazza le possibilità di scelta sono molteplici.

La prima valutazione da fare concerne la superficie di appoggio, il suolo. Soprattutto se si tratta di una piazza, o una strada abitualmente trafficata da automobili, una scelta di buon senso potrebbe essere quella di installare alcune pedane provvisorie ricoperte con una moquette su misura. In questo modo è più semplice tenere pulita e in ordine la zona dei tavolini. Senza contare il fatto che i clienti avranno una percezione di organizzazione di gran lunga superiore.

Il vero plus di un arredamento esterno fatto bene sono però i tavoli e le sedie. Quelle che appaiono come scelte scontate possono fare la differenza. Ad esempio se lo spazio da arredare avesse una forma allungata, sarebbe meglio optare per tavoli rettangolari e spaziosi; viceversa, per gli spazi dalla forma indefinita, quadrata, o circolare, la scelta ottimale sono i tavolini più piccoli, quadrati o rotondi. Il brand Infiniti” propone due versioni del modello Loop, un tavolino rotondo e uno quadrato, entrambe semplici e molto eleganti.

Le sedie sono una logica conseguenza dei tavoli scelti non fosse altro che per una questione di altezza. Ad un tavolino alto vanno ovviamente abbinati sgabelli anziché semplici sedie, quando i tavoli sono bassi e lunghi si può scegliere di optare indifferentemente anche per panche. Le sedie di un tavolino quadrato o rotondo dalle piccole dimensioni, invece, non devono essere troppo ingombranti o voluminose.

Se lo spazio esterno è davvero molto grande si possono allestire dei veri e propri salottini, le poltroncine devono essere fatte con materiali impermeabili (ad esempio legno teak o fibre sintetiche) e prevedono la presenza di tavolini bassi.

Se devi aprire un bar con uno spazio all’aperto, i materiali sono purtroppo un tasto dolente per l’arredo esterno. Purtroppo la scelta risulta essere abbastanza limitata a causa della necessità di avere complementi d’arredo resistenti alle intemperie. Il problema non si pone se la zona esterna da arredare è ben coperta e riparata, magari richiudibile lungo il perimetro nelle umide ore notturne. Poiché sappiamo che questa ipotesi è piuttosto remota ti consigliamo di orientarti verso tavoli e sedie in alluminio o acciaio inox, senza dimenticare il ferro zincato, pesante me molto solido, o la più economica plastica.

Ciò che davvero non può mancare quando si parla di dehors è la cura per i dettagli. Senza alcune piccole accortezze il valore aggiunto di una sala esterna può trasformarsi in una soluzione improvvisata, utile più a disincentivare la clientela che non ad attirare eventuali avventori.

Trattandosi di uno spazio aperto un pensiero deve essere dedicato senza ombra di dubbio ai fumatori. Spesso le persone si accomodano fuori proprio per evitare di uscire e rientrare in continuazione per fumare. Va da se, dunque, che le ceneriere non possono proprio mancare. È bene lasciarne una su ogni tavolo e predisporne due presso la porta di ingresso, per chi fuma in piedi una sigaretta fugace prima di tornare dentro.

Il dettaglio più importante da tenere in considerazione prima di aprire un bar è però la temperatura. Offrire ai clienti la possibilità di sostare ai tavoli con una temperatura confortevole, sia d’estate che d’inverno, può un elemento che fa davvero la differenza. Se l’ambiente è anche parzialmente isolato si può installare un climatizzatore elettrico. Altre soluzioni molto diffuse sono le stufe a fungo  per i mesi freddi e i ventilatori con acqua vaporizzata nei mesi più caldi.

Visto che non sempre è possibile arredare un’area esterna per il proprio bar, perché potrebbe non esserci sufficiente spazio, o l’area individuata potrebbe non essere messa a disposizione a questo scopo; vogliamo illustrarti alcune idee alternative che non sono dei veri e propri bar, ma piuttosto dei corner bar (cioè allestimenti modulari per fiere e esposizioni temporanee) o delle postazioni miniaturizzate. Sono idee geniali anche per chi non può permettersi di aprire un bar ma vuole solo svolgere un’attività stagionale.

Si tratta in sostanza di postazioni itineranti, banconi costruiti ad hoc che, potendosi muovere, ti consentono di spostare il tuo locale tra la gente e offrire i servizi nei luoghi e nei momenti più propizi. Spesso queste soluzioni sono le più indicate per chi decide di compiere attività itinerante durante il periodo estivo, recandosi presso le feste di piazza e i luoghi di ritrovo. Non dimenticare che questo tipo di attività è soggetta a permessi differenti e prima di potersi posizionare in un posto si devono chiedere le dovute autorizzazioni presso gli uffici comunali.


 

Arredamento interno di un bar

Fino a questo punto abbiamo più volte ribadito un concetto essenziale da tenere a mente prima di aprire un bar e arredarlo, cioè l’importanza di fare tutte le dovute valutazioni prima di lanciarsi in questa bellissima avventura. Lo abbiamo fatto parlando dello stile, illustrandoti le varie tipologie di bar con le rispettive peculiarità e considerando gli elementi di arredo esterno.

Quello che vogliamo introdurre adesso è invece un concetto che riguarda l’arredamento interno del bar, un aspetto propedeutico alla sua buona riuscita. Vediamo dunque cosa si intende per regole dell’ergonomia e rispetto degli spazi.

A prescindere dalla tua clientela, dal luogo in cui il tuo locale è situato e da qualsiasi altra variabile, è necessario che il bar da arredare abbia almeno due zone ben distinte: la zona bancone e la zona tavoli. A queste si può aggiungere, laddove ce ne sia la possibilità, la zona soggiorno.

Ognuna di queste zone deve essere perfettamente funzionale rispetto allo scopo cui è destinata. La disposizione dei tavolini, ad esempio, non può essere casuale se non si vuole ostacolare il passaggio dei clienti. I divani devono avere gli spazi giusti e un corretto orientamento per favorire la visibilità delle televisioni. Il bancone poi, ha una serie di misure standard da rispettare, mentre il retro deve essere abbastanza ampio da consentire il passaggio di due persone contemporaneamente.

Anche le posizioni sono importanti. La vetrina frigorifero, in cui saranno esposti dolci e prodotti di pasticceria, dovrebbe trovarsi all’ingresso, visibile al cliente appena entra. La macchina del caffè all’estremità del banco, e la cassa al centro del locale, immediatamente visibile e raggiungibile.

Andiamo però a esaminare nel dettaglio quali sono i complementi d’arredo e le caratteristiche che caratterizzano l’interno di un bar.

 

Tavoli e sedie

I tavoli e le sedie, così come la zona ad essi dedicata, sono imprescindibili in ogni bar. Inutile sottolinearne l’importanza strategica ai fini della soddisfazione della clientela. Essi sono anche uno degli elementi d’arredo principali. Le caratteristiche strutturali dei tavoli e delle sedie sono direttamente correlate alla tipologia e allo stile del bar. Anche se non è possibile stabilire a priori quale sia la soluzione ottimale da scegliere, possiamo però darti alcune indicazioni generali  che vadano in questa direzione.

A meno che tu non stia decidendo di aprire un bar nella più remota periferia, lontano dai centri urbani e con poche ambizioni sul numero dei clienti da attrarre (diciamoci la verità, tutto questo sarebbe piuttosto strano!), ti consigliamo di evitare i tavolini e le sedie in plastica nella sala interna del bar, soprattutto quelli pubblicitari con sovrimpresso il nome di qualche brand famoso. Quella che potrebbe essere una buona soluzione per l’esterno, perché economica e funzionale, diventa una scelta di cattivo gusto, più tendente all’improvvisazione che allo stile, se adottata all’interno del tuo esercizio. I clienti sono diventati sempre più esigenti e selettivi, anche perché le alternative sul mercato di certo non mancano, dunque se non vuoi farli scappare scegli uno stile e sii coerente con la tua scelta, non affidarti a soluzioni di ripiego per cercare di risparmiare sull’arredamento.

I tavolini e le sedie migliori per un bar tradizionale, dall’arredamento non ben definito, potrebbero essere quelli in alluminio, leggeri, resistenti e molto pratici. Viceversa in una birreria la scelta non può che ricadere sul rustico e tradizionale legno.

Il tavolo perfetto per un tea bar è invece quello basso, con divani al posto delle sedie. Un’idea interessante potrebbe essere affiancare a questo set di cinque tavolini di Bonaldo i divanetti di Pouf Design, sia nella versione a due posti che in quella a un posto.

Quale soluzione migliore di questo tavolo luminoso Ed II  di Slide per un disco bar. Il suo aspetto moderno e fantasioso sarebbe perfetto per l’atmosfera e la clientela giovanile avvezza a frequentare questo tipo di locale.

Ma la scelta di tavoli e sedie può anche essere fatta in funzione dello stile di arredamento. Ecco due alternative molto indicate per un arredamento moderno e sbarazzino: il tavolino Margarita con sgabelli alti e il tavolino Fizzz Slide, con la simpatica forma di tappo di bottiglia. Se invece vuoi arredare il tuo locale secondo i dettami dello stile Shabby Chic non puoi che orientarti su tavoli e sedie in ferro battuto verniciati con colori chiari.

Abbiamo parlato molto di tavoli, tavolini e sedie, facendo solo qualche riferimento ai divani. C’è però un altro elemento d’arredo che è sempre più in voga nei bar, soprattutto da quando si è diffuso con forza, tra le preferenze di chi vuole aprire un bar, uno stile di arredamento moderno: il pouf. Più basso e maneggevole di una sedia, ma anche molto elegante, permette di aumentare considerevolmente il numero di posti a sedere nel locale. Inoltre agevola gli spostamenti favorendo repentini cambi di disposizione qualora la cosa si rendesse necessaria. Ti mostriamo, a titolo esemplificativo, questi due modelli: un pouf componibile quadrato e un puof rigido cilindrico, entrambi progettati da Pouf Design.

 

Il bancone



Il bancone è senza ombra di dubbio il vero cuore del bar, la sua anima, il centro di gravità attorno al quale ruotano tutte le attività e le persone presenti nel locale. Oltre a essere l’elemento di arredo più importante è anche il più costoso in assoluto. Quindi la scelta al momento dell’acquisto deve essere ben ponderata.

Partiamo col dire che la definizione generale di bancone comprende in realtà ben quattro diverse parti, che lo compongono nel suo insieme: piano di lavoro, sottobanco, retrobanco e piano di servizio. Tutte queste zone si differenziano per le operazioni che vi si svolgono o per la loro funzione. Il piano di lavoro deve essere in acciaio, perché è indispensabile che sia sempre ben pulito e igienizzato, visto che è la parte su cui il barman prepara le bevande o i cibi da servire al cliente. Nel sottobanco sono installati i frigo e la macchina per il ghiaccio. In questo caso l’aspetto principale da considerare è l’ampiezza; se si vuole offrire un’ampia scelta di bevande refrigerate la zona del sottobanco deve essere abbastanza grande da poterle contenere tutte. Il retrobanco è generalmente allestito con scaffali di vetro (talvolta anche specchi) su cui posizionare le bottiglie di alcolici. L’ordine, la pulizia e la varietà dell’offerta possono essere determinanti per invogliare gli avventori. Infine il piano di servizio, una sorta di confine, punto di contatto tra barista e cliente. Molti non sanno che la legge obbliga il barista a disporre sul piano alcuni elementi, come le bustine di zucchero o altri dolcificanti.

In precedenza abbiamo accennato all’importanza di avere un retrobanco abbastanza largo da consentire il passaggio di due perone allo stesso tempo, ma non abbiamo detto di quanto possa essere ugualmente importante l’organizzazione degli spazi anche sul piano di lavoro. I punti d’acqua devono essere progettati in maniera tale che nelle loro vicinanze ci siano punti d’appoggio a sufficienza, così come le tramoggie per lo sporco devono trovarsi nei pressi dei lavandini per consentire al lavoratore di gettare rapidamente le stoviglie sporche. Tutti questi accorgimenti, per quanto possibile, dovrebbero tener conto della possibilità che sia una sola persona a lavorare dietro al bancone. Una persona che deve preparare tutto, servire i clienti e accedere alla cassa con facilità. Il consiglio che vogliamo darti per non avere spiacevoli sorprese è quello di fare delle prove prima di acquistare il bancone in tutta fretta per poter aprire un bar in tempi rapidi. Prova gli spazi e i movimenti posizionando alcune scatole, delle sedie, disegnando a terra le misure con un nastro adesivo; insomma, accertati per bene che le condizioni di lavoro siano ottimali.

Dopo aver ampiamente parlato degli aspetti strutturali e organizzativi vediamo come possono essere i banconi da un punto di vista estetico. Questo bancone Pemba è molto adatto per essere posizionato all’esterno, ad esempio vicino a una piscina; mentre il modello Igloo Workstation di Pedrali si presta meglio per essere inserito in un contesto interno, quale potrebbe essere un milk bar o un luonge bar arredato con tonalità chiare. Il bancone Easybar di Kloris, invece, nonostante sia realizzato in polietilene e non in legno, grazie alle sue tonalità scure e all’aspetto classico, può essere tranquillamente inserito in un contesto di arredamento più vintage.

Come hai potuto capire a prescindere dal modello che preferisci la cosa più importante è che il bancone sia coerente con lo stile del bar; anzi, è  proprio dal bancone che devono partire le linee guida cui far riferimento per la restante parte dell’arredamento.

 

Le attrezzature da bar

Le attrezzature non sono veri e propri elemento d’arredo, ma il loro numero e la loro importanza all’interno di un bar sono tali che non si potrebbe non citarle. Inoltre sempre più spesso ci sono attrezzature a vista” nel locale, che quindi contribuiscono a delinearne lo stile. Proviamo a fare un breve elenco che comprenda sia quelle assolutamente indispensabili, sia quelle facoltative, che possiamo considerare un plus o un valore aggiunto.

   •     Macchina del caffè. Deve esserci un motivo se i termini bar e caffè sono spesso considerati sinonimi. Esistono bar che potrebbero tranquillamente avere un redditività sufficiente dedicandosi solo al caffè ed eliminando tutti i servizi accessori. Il caffè è infatti il prodotto per eccellenza che si consuma nei bar. Se vuoi aprire un bar impara prima a fare un ottimo caffè. Molti clienti si fidelizzano proprio grazie alla qualità del caffè e scelgono il bar da frequentare in virtù del sapore di questa deliziosa bevanda. Per preparare un buon caffè serve certamente una miscela di qualità, un personale che abbia esperienza e una macchina del caffè eccellente. Purtroppo neppure queste condizioni sono sufficienti nel momento in cui viene a mancare una corretta manutenzione. La macchina  del caffè deve essere trattata con cura e pulita ogni giorno (preferibilmente di sera, quando si prevede di non utilizzarla più), questo vale sia per i filtri che per guarnizioni, così come per gli accessori complementari quali il bollitore e il bricco del latte. È buona abitudine tenere sotto controllo anche i manometri che regolano la pressione della caldaia e del caffè.

   •     Vetrine, banchi ed espositori orizzontali. Questa categoria comprende attrezzature di diverso tipo. Esistono infatti vetrine e banchi termoregolati, la cui temperatura può dunque essere scelta all’occorrenza, in base al prodotto che devono contenere, espositori neutri, che preservano la temperatura ambientale, e vetrine refrigerate.
Di solito la vetrina è la prima cosa che vede il cliente entrando nel locale, quindi la cura estetica e igienica di questo elemento sono il principale biglietto da visita per un bar. Ovviamente anche i prodotti al suo interno devono essere impeccabili, ordinati, invitanti e sempre freschi. Le vetrine refrigerate, come le vetrine gelato, devono essere assolutamente di qualità, perché i gelati e gli altri prodotti che hanno bisogno di essere conservati a basse temperature sono facilmente deperibili, quindi se conservati male, oltre all’alterazione del gusto, possono causare anche problemi di salute.

   •     Espositori refrigerati verticali. Anche questi espositori sono collocati sempre in un punto ben visibile del locale, al quale il cliente può facilmente avere accesso per servirsi autonomamente. Gli espositori verticali possono essere di tre tipi: generici, in cui spesso si conservano l’acqua e le bibite, per vini, e per pasticceria. Una caratteristica abbastanza comune per questa attrezzatura è quella di essere offerta” da un brand in comodato d’uso. Ciò li rende elementi astrusi rispetto al contesto dell’arredamento e, se possibile, sarebbe opportuno evitarlo. Esistono infatti anche espositori decorati in maniera differente e perfettamente integrati nello stile del locale. Un esempio sono gli espositori per vini rivestiti in finto legno, che spesso si possono trovare nei wine bar più eleganti.

   •     Spremiagrumi, frullatori, centrifughe. Crediamo sia opportuno inserire anche queste attrezzature nella categoria obbligatori” per chi desidera aprire un bar, soprattutto perché negli ultimi anni è molto cambiato lo stile di vita e le esigenze dei clienti, sempre più attenti ai temi legati al salutismo e ad una corretta alimentazione. Non a caso si stanno diffondendo gli aperitivi in cui si consumano bevande a base di frutta e verdura, come frappè e frullati, in sostituzione delle classiche bevande alcoliche.

   •     Macchina per il ghiaccio. Quasi superfluo sottolinearne l’importanza cruciale per qualunque tipologia di bar. Il ghiaccio è indispensabile per preparare i cocktail e le granite, ma diventa ancor più utile per refrigerare qualsiasi tipo di bevanda nel periodo estivo. È importante, dunque, che la quantità di ghiaccio prodotta e il tempo di produzione siano sufficienti ad assicurare una fornitura sempre costante.

   •     Piastre, forni elettrici, forni a microonde, tostiere. Molto più utili in alcuni casi che in altri, queste attrezzature dovrebbero comunque essere sempre presenti quando si somministrano cibi da mangiare caldi, come panini, pizzette, toast, rustici ecc. Naturalmente vanno fatte le dovute valutazioni. Se non possono assolutamente mancare in uno snack bar, rischiano di divenire inutili in un milk bar.

   •     Lavastoviglie e lavabicchieri. Non è possibile immaginare di aprire un bar che non ne sia fornito. Sono indispensabili non solo per lavare, ma soprattutto per sterilizzare le stoviglie e i bicchieri. Consentono inoltre di risparmiare una gran quantità di tempo ed energia rispetto al lavaggio a mano.

   •     Fontane ad acqua. Non rientrano tra le attrezzature obbligatorie”, ma sono molto utili se nel proprio bar si realizzano spesso buffet con frutta e verdura fresche. Hanno sia una funzione estetica, perché abbelliscono l’esposizione, sia una funzione pratica, in quanto preservano la freschezza degli alimenti.

   •     Aspiratori di fumo. La legge prevede che siano presenti qualora si voglia allestire nel proprio locale una sala fumatori. La loro utilità si palesa soprattutto nel periodo invernale, quando i clienti preferiscono non fumare all’esterno a causa delle temperature rigide.



Illuminazione del locale

L’illuminazione è a tutti gli gli effetti un aspetto riconducibile all’arredamento del bar e, proprio per questo motivo, non deve essere sottovalutata. Inoltre la giusta illuminazione può rivoluzionare l’atmosfera dando un’impronta ben definita al locale, senza incidere troppo sui costi.

Quando si sceglie come illuminare il proprio bar bisogna tener conto di diversi aspetti, il primo dei quali è legato alla priorità gerarchica delle zone. Il bancone, ad esempio, essendo il centro del locale, deve essere sempre ben visibile ed illuminato. Non a caso questo elemento presenta molto spesso un’illuminazione interna, che prescinde da quella circostante e lo pone in risalto rispetto al resto dell’arredamento.

Subito dopo il bancone, da un punto di vista gerarchico, devono essere collocate le vetrine, la cui illuminazione deve essere eccellente per garantire una visibilità ottimale dei prodotti presenti all’interno.

Altro aspetto da prendere in considerazione è il rapporto tra illuminazione e tipologia di bar. Alcuni studi hanno dimostrato che l’intensità delle luci può incidere sul comportamento delle persone. una luce molto forte, ad esempio, fa si che i clienti parlino a voce più alta e consumino più velocemente la propria ordinazione. Se solo volessimo basarci su questo presupposto potremmo ricavarne alcune indicazioni utili relative al sistema di illuminazione da scegliere per aprire un bar di successo. Ad esempio un bar fast food deve essere ben illuminato, con luci forti e chiare, mentre una birreria o un tea bar devono avere luci soffuse per favorire il relax prolungato dei clienti, che sicuramente preferiscono respirare un’atmosfera rilassante e calda.

L’avvento sul mercato delle luci a led, infine, ha introdotto importanti novità non solo da un punto di vista del design, ma anche per quel che concerne il risparmio energetico. Una scelta consapevole e ponderata in questo senso può infatti garantire grandi risparmi sul costo dell’energia elettrica nel lungo periodo, a fronte di un investimento iniziale leggermente superiore.

 

I colori del bar

La scelta del colore è importante quanto quella della giusta illuminazione. Questi due aspetti viaggiano di pari passo perché entrambi sono in grado di condizionare le scelte e l’umore dei clienti.

Come abbiamo detto ci sono alcune tipologie di bar che hanno dei vincoli in tal senso, vincoli dettati dallo stile di arredamento che prevede una determinata tonalità (pensa allo Shabby Chic), dalla presenza del legno che deve essere scuro per forza di cose (come nei pub), dai colori imposti dal franchisor quando si tratta di una grande catena del breakfast, e così via.

In tutti gli altri casi la scelta del colore o dei colori dominanti deve essere fatta con oculatezza prima di aprire un bar. I colori riescono a veicolare emozioni e sensazioni, dunque una scelta errata può condizionare negativamente i clienti facendoli sentire a disagio. Anche sui colori sono stati fatti molti studi ed è venuto fuori che l’occhio umano riesce a percepire oltre 2000 diverse sfumature, ognuna delle quali  può essere più o meno apprezzata a seconda dell’età. Una clientela giovane (fino ai 30 anni) amerà i colori caldi e accesi mentre tra i 30 e i 50 anni la tavolozza cromatica si sposterà su colori più tenui e rilassanti. Dunque se la maggior parte dei tuoi clienti sono impiegati di mezza età prediligi i colori rilassanti, mentre se sono giovani studenti orientati su colori allegri e spensierati.

Infine i colori sono molto importanti perché se scelti bene possono alterare anche la percezione degli spazi. Una valutazione corretta può far sembrare più grande anche un bar molto piccolo e, al contrario, locali troppo ampi e dispersivi possono sembrare più caldi e contenuti.

 

Quanto costa arredare un bar

Siamo giunti quasi alla fine di questa guida, ma prima di lasciarci immaginiamo tu voglia sapere quanto può costare l’arredamento per aprire un bar, o comunque per rinnovare quello vecchio. Come immagini dare una risposta a questa domanda non è affatto semplice perché tutte le variabili che abbiamo analizzato fino a questo momento possono incidere sul prezzo,  ma possiamo provare a fare una stima approssimativa che serva almeno a darti un’idea.

L’elemento più costoso dell’arredamento è il bancone ma, come abbiamo visto, è anche il più importante di tutti. Un bancone professionale, inteso some somma di tutte le sue quattro parti, costa in media sui 5000 euro al metro quadrato. Ovviamente il prezzo può oscillare moltissimo a seconda della qualità del prodotto e dei materiali utilizzati. Ci sembra comunque doveroso precisare che una scelta al risparmio sul bancone potrebbe essere controproducente. Immagina un piano d’appoggio fatto di acciaio poco spesso, il rischio di usura rapida aumenterebbe notevolmente, facendo apparire il tuo bancone vecchio dopo poco tempo e costringendoti a cambiarlo per non dare un’immagine negativa all’intero locale.

Il risparmio può essere preso in considerazione sugli altri elementi d’arredo, che sono decisamente più economici e meno importanti. Proprio per questo motivo arredare un bar di piccole dimensioni, in cui ci sia il bancone e poco altro, ha un costo complessivo più alto rispetto a un bar molto più grande. In definitiva possiamo dire che il prezzo al metro quadro per l’arredo bar, in un locale di medie dimensioni, si aggira sui 700 euro.

Un’altra strada che può portarti a risparmiare un po’ di soldi è quella dell’arredamento usato per bar. Naturalmente come ogni soluzione ha i suoi pregi e i suoi difetti. Se da un lato può essere conveniente perché l’arredo usato è certamente più economico, dall’altro può presentare dei rischi per quel che riguarda le effettive condizioni delle strutture.

Un ulteriore motivo per scegliere l’usato potrebbe essere la voglia, e la necessità, di rinnovare spesso il proprio locale, facendolo a costi contenuti. Oggi l’offerta è molto vasta e le esigenze dei clienti sempre più stringenti, di conseguenza riuscire a rinfrescare periodicamente l’immagine del bar potrebbe essere un’arma vincente per incuriosire e attrarre i potenziali avventori.