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Sedie online, guida completa
Guida Sedie

Guarda le sedie moderne

Guarda i tavoli allungabili

1. Storia della sedia

2. Rapporto fra sedie e potere

3. I grandi inventori di sedie

4. Sedie per esterno

5. Sedie per interno

6. Sedie e mal di schiena, una lunga storia

7. Caratteristiche strutturali delle sedie

8. Lo stile

9. Sedie particolari

 

Storia della sedia

Nell’esatto istante in cui gli uomini primitivi capirono che stando sempre in piedi ci si stancava, e che sedersi a terra era verosimilmente molto scomodo e poteva causare forti mal di schiena, proprio in quell’istante, decisero che fosse giunto il momento di non spostare più pezzi di tronco o grosse pietre, e inventarono la prima rudimentale panca.

Certo, probabilmente questa panca era proprio fatta di pietra, grossa e pesante, fissa in un punto preciso, anche un po’ scomoda, ma sempre meglio di niente.

In realtà dobbiamo confessare che la storia appena accennata non è del tutto vera, perché nessuno sa con esattezza in quale momento gli uomini hanno iniziato davvero a concepire l’idea di avere un posto dedicato alla seduta. Quello che possiamo confermare, però, è che tutto ebbe inizio con una panca, una panca forse simile a quella che ti abbiamo descritto.

La panca dunque, antenata delle prime sedie, si diffuse sia in Asia che in Europa e divenne molto comune grazie alla caratteristica di una seduta molto ampia, capace di ospitare più persone contemporaneamente, seppur in posizione eretta e abbastanza scomoda.

Le prime testimonianze documentate, per lo più di tipo pittorico o scultoreo, circa l’esistenza di oggetti simili ad una sedia, o almeno aventi la medesima funzione, sono databili ad un periodo antecedente rispetto alla nascita di Cristo.

Sedia di KhaNell’Antico Egitto le sedie erano costruite cercando rispettare le forme naturali per evitare di creare caos nell’armonia dell’universo (concetti assai lontani dalle moderne sedie ergonomiche per combattere il mal di schiena), così nascevano degli oggetti molto ricercati, fabbricati con i materiali più preziosi dell’epoca (legno dorato, ebano, avorio), ai cui piedi venivano raffigurate le forme di schiavi o animali. Alcuni rarissimi esemplari sono conservati nei più importanti musei del mondo. Un esempio è questa sedia di Kha in legno e fibre vegetali, visitabile al museo egizio di Torino.

In epoca Greca e Romana le sedie erano di marmo, molto robuste e ornate spesso con delle sfingi. Una testimonianza di questi oggetti è ad esempio rinvenibile ad Atene, dove sul fregio decorativo del Partenone è raffigurato Zeus seduto su una sorta di sgabello quadrato, con gambe ricurve e una barra posteriore a mo’ di schienale.

Di epoca decisamente romana è anche la sedia curule, la quale era associata ad una forma di potere temporale molto evidente. Riservata in un primo momento ai Re di Roma, il suo utilizzo fu esteso in seguito anche ai magistrati, detti appunto curuli, in grado di esercitare il potere giudiziario. Data la sua particolare forma la sedia curule può essere considerata con ogni probabilità l’antenata di quella che oggi chiamiamo sedia pieghevole. Famosissima quella usata dal monaco Girolamo Savonarola e ancora conservata nelle stanze del convento di San Marco a Firenze.

Restando in ambito ecclesiastico vanno ricordate anche due sedute tipiche per questi ambienti: la cattedra e lo scanno. Il termine cattedra significa proprio “luogo su cui ci si siede” e identifica un seggio con spalliera ma senza braccioli, spesso utilizzato anche dai filosofi nel corso delle loro lezioni. Famosissima, anche perché accompagnata da una racconto leggendario, è la cattedra di San Pietro. La leggenda vuole che essa fosse davvero appartenuta al Santo, primo Papa di Roma. Per questo motivo la reliquia è ancora conservata nella Basilica di San Pietro, in Vaticano.

Veniamo dunque alle sedie medievali. Anche in questa epoca non si aveva ancora la percezione odierna dell’importanza delle sedie per evitare il mal di schiena, l’aspettativa di vita media era molto bassa e le cause di morte davvero troppe per preoccuparsi delle inezie che oggi consideriamo “problemi”. Nel Medioevo e negli anni immediatamente successivi il motivo dominante nella realizzazione di sedie era ancora una volta quello religioso. Ispirati dalla scena dell’annunciazione, dalla venuta dei Magi, dai Santi o dal battesimo di Gesù Cristo, gli artisti dell’epoca costruivano splendide sedie in pietra, bronzo fuso, cuoio, legno di quercia e gesso dorato, nelle quali riuscivano spesso ad inserire raffigurazioni di animali e fiori. Tra le più belle possiamo citare la sedia degli abati di Glastonbury e la sedia di Dagobert, custodita nel museo del Louvre.

Solo nel Rinascimento la sedia smette di essere ad appannaggio delle classi più abbienti per diffondersi in quasi tutte le case europee.

Nelle abitazioni francesi ad esempio prese il nome di Banc e si distingueva per una struttura molto pesante e massiccia. La banc era posizionata nei pressi del focolare, dove si svolgeva gran parte della vita domestica, e non veniva mai spostata, neppure in occasione dei pasti, quando si preferiva avvicinare il tavolo prima di accomodarsi. Nello stesso periodo storico in Toscana si trova la cosiddetta panca a dossale, interessante non tanto per i suoi piedi a mensola scanalati, ma soprattutto perché fu pensata per agevolare la comodità di volesse sedersi grazie alla presenza di una spalliera a giorno (ovvero una spalliera “aperta”, non monoblocco). La comparsa di tale spalliera in questo momento storico lascia pensare che, con la diffusione della sedia tra il “grande pubblico”, si ebbe una prima percezione dell’importanza della comodità per evitare il mal di schiena e problemi di salute vari.

Nel diciassettesimo secolo si diffonde, sempre in Francia, tra le classi nobiliari, la cosiddetta sedia bergere, una prima forma di poltrona imbottita, fatta con legno di bambù, noce, cuoio e mogano (un nuovo legno giunto dall’altra parte del mondo:Cuba).

Nel periodo Rococò  le sedie diventano un po’ più sobrie e snelle, anche se continuano a presentare lavorazioni elaborate degli schienali e delle gambe. Lo stile adottato in questo periodo viene definito “chiappendale”.

Anni davvero ferventi per le novità e i cambiamenti nelle tecniche di produzione delle sedie sono quelli a cavallo tra la fine dell’800 e la fine del 900. In questo secolo, infatti, si succedono importanti cambiamenti del sistema industriale soprattutto in Francia e in Inghilterra. Nasce così quella che è stato definita come l’epoca aurea per la sedia e la corrente artistica denominata Art Nouveau.

sedie pop artNegli anni ’50 e ’60 del 1900, in concomitanza con il secondo dopoguerra, fanno il loro ingresso sulla scena i nuovi materiali che si uniscono al legno, ovvero il laminato, il  plexiglass, l’alluminio, le schiume e plastiche varie. Ciò coincide con la diffusione della Pop Art ispirata ad una ricerca di originalità e fantasia creativa, in cui gli artisti si sbizzarriscono in una ricerca di forme e colori mai utilizzati fino a quel momento.

Negli anni ’90, infine, la creazione di sedie si concentra sulla ricerca di una caratteristica prevalente: la funzionalità. Ecco quindi che la predilezione si sposta su forme e materiali semplici ma versatili, che consentano soprattutto le produzioni in grande scala.

Solo nell’ultimo decennio, però, con il grande aumento dei lavori sedentari, al concetto di funzionalità si è associato quello di ergonomia. Il mal di schiena, la scoliosi, le ernie e le altre patologie della colonna vertebrale hanno spinto i designer a pensare le sedie in maniera differente.

Rapporto fra sedie e potere

La sedia non è sempre stata un oggetto di uso quotidiano così come noi la intendiamo oggi. Abbiamo già visto come solo in epoca rinascimentale si sia diffusa stabilmente nelle abitazioni delle persone comuni, ma cosa accadeva prima del Rinascimento? Chi aveva le sedie? Come le usava? Come erano costruite? Causavano fastidi, mal di schiena, dolori, preoccupazioni, o questi aspetti passavano in secondo piano rispetto al prestigio e al ruolo sociale associato alla sedia?

Puoi trovare risposta a tutte queste domande nel binomio sedia-potere, che ha caratterizzato per molti secoli la storia dell’umanità.

Una cosa a cui forse non hai mai fatto caso è l’incredibile parallelismo esistente tra il corpo umano e le parti di una sedia. Braccia, gambe, piedi e schiena sono elementi portanti sia per l’uno che per l’altra, e in quando elementi portanti servono a reggerne il peso, a mantenere salda la struttura in qualsiasi momento.

Probabilmente proprio da queste similitudini nasce il desiderio di creare un’associazione simbolica tra le sedie e la condizione dell’uomo, la sua dignità e il suo ruolo sociale, più in particolare tra la tipologia di sedia e la quantità di potere detenuta dall’occupante.

Non può essere di certo casuale la collocazione di animali, ma ancor di più di schiavi, sotto i piedi delle sedie primitive. Ciò stava a significare il desiderio di dominio, di sopraffazione di alcuni uomini di potere rispetto ad altri suoi simili o alle altre specie viventi.

Abbiamo già fatto cenno al simbolismo della sedia curule, ma lo stesso appare ancor più evidente nel caso della sedia gestatoria. Si trattava infatti di una sedia mobile, portata a spalla da quattro uomini (che, a differenza dell’illustre trasportato, soffrivano per di mal di schiena lancinanti e altri dolori atroci), su cui si sedevano i papi appena eletti per essere condotti in trionfo tra la folla festante. Alcune fonti sostengono che lo stesso sistema di trasporto venisse usato anche per i vescovi, gli imperatori romani e i consoli.

Purtroppo non ci è possibile determinare con esattezza l’origine di questa usanza, ciò che possiamo fare è sottolineare l’enorme disparità tra le condizioni di vita di un potente e quelle dei suoi sudditi, esplicitata da una sottomissione fisica oltre che simbolica.

La sedia per eccellenza che fa rima con potere è senza dubbio il trono. Si tratta di un seggio cerimoniale che ha come caratteristica intrinseca l’esaltazione del potere di chi è destinato a sedervisi. Anche la fattura è in linea con questa concezione, infatti quasi sempre i troni presentano uno schienale molto alto, imponente, e una lavorazione sublime con materiali molto preziosi. Inoltre nelle letteratura e nella mitologia il trono viene associato a figure di grande potere come divinità, monarchi, sovrani e sacerdoti.

Ancora oggi a ben vedere esistono degli esempi tangibili dell’associazione tra sedia e autorità. Basti pensare alla Camera dei Comuni britannica, di cui la sedia è emblema.

Allo stesso tempo  esistono delle associazioni psicologiche, meno tangibili ma ugualmente pregnanti nella nostra società, che ci rimandano al concetto di potere. Ti faremo un solo esempio che però rende benissimo l’idea: quante volte hai detto o sentito dire che i politici mirano solo alla poltrona, oppure che non mollano mai la poltrona? Purtroppo la consuetudine di distinguere chi si spezza le ossa a furia di lavoro duro e mal di schiena, e chi comanda dalla comodità di una poltrona, è vecchia come l’uomo e forse non tramonterà mai. Ecco, ora siamo certi che il concetto non ti passerà inosservato.

I grandi inventori di sedie

Come ogni altro bene di largo consumo presente sul mercato anche le sedie sono state prodotte e pensate sempre con tecniche e strumenti differenti a seconda del periodo storico di riferimento, ma soprattutto a seconda dei grandi inventori e progettisti che si sono succeduti negli anni.

Michael ThonetIn questo speciale elenco un primo posto di rilievo deve essere riservato a Michael Thonet, un falegname austro-ungarico che nel 1859 creò la famosissima Thonet n.14. L’approccio di questo ebanista alla progettazione di sedie fu davvero rivoluzionario e riuscì a sconvolgere tutte le certezze accumulate per decenni, condizionando la produzione e l’arredamento europeo per tutto l’800.

In particolare Michael Thonet ebbe un’intuizione straordinaria: per primo capì che il legno non doveva assumere una forma necessariamente squadrata, ma poteva essere piegato e lavorato attraverso un processo di inumidimento con vapore acqueo. Una volta bagnato e piegato, il pezzo di legno veniva quindi inserito in appositi stampi metallici e lasciato asciugare. Oggigiorno questa tecnica è molto usata, con sistemi di produzione più moderni, per la fabbricazione delle gambe arcuate per sedie ergonomiche che attenuano il mal di schiena.

Grazie a questa semplice idea riuscì a costruire la sedia che per almeno un secolo arredò tutti i caffè e i bistrò d’Europa. Fatta di soli 6 pezzi (tra cui quello piegato per formare schienale e gambe posteriori) e 10 viti, questa sedia stupì tutti per leggerezza, eleganza e semplicità.

Gio PontiAltro designer eccezionale in materia di sedie è stato Gio Ponti: italiano, milanese. Il talento di questo grande architetto e artista si è espresso tra il 1891 e il 1979. Nel 1955 disegna la celeberrima Superleggera/699, prodotta dall’azienda Cassina.

Questa sedia nasce dal desiderio di Ponti di reinventare, ed attualizzare rispetto al XX secolo, un oggetto tipico della tradizione manifatturiera ligure dell’800. la sedia di Chiavari. Partendo da questa idea cerca di aggiungere dei tocchi di modernità e personalizzazione (come la sezione triangolare delle gambe), fino a costruire un oggetto destinato a divenire simbolo culturale e tecnologico, ancora prima che funzionale.

Curioso l’esperimento legato alla prima presentazione della sedia. Per dimostrarne la solidità, infatti, Gio Ponti decide di lanciarla dal quarto piano di un palazzo, dimostrando che la stessa, una volta a terra, non si rompe ma quasi rimbalza, restando intatta.

Verner PantonVerner Panton, contemporaneo di Gio Ponti, ideò invece l’omonima sedia Panton in un periodo incerto tra il 1959 e il 1960. Linee sinuose capaci di seguire la forma del corpo umano, la plastica come elemento di costruzione e una struttura monoblocco basculante; bastano queste brevi caratteristiche per far comprendere la portata profondamente innovativa del progetto ed il conseguente successo riscosso. Più o meno consapevolmente Panton puntava già in quegli anni verso il concetto di comodità prima di tutto, quindi niente linee dure, materiali rigidi e soprattutto niente mal di schiena. Nel corso degli anni sono stati rivisitati i materiali e le dimensioni (è stata infatti costruita una versione più piccola adatta ai bambini) ma la fama è rimasta assolutamente invariata.

Altri designers meritevoli di citazione sono: Marcel Breurer e la sua sedia fatta con tubolari d’acciaio, ergonomica e pieghevole, nonché fonte d’ispirazione per Alvar Alto, creatore della prima sedia in multistrato. Ricordiamo ancora Charles Eames, Eero Saarinen, Harry Bertoia, molto famosi nel secondo dopoguerra, Joe Colombo negli anni 70 e Philippe Stark, Ron Arad e Gaetano Pesce negli anni 80.

Tra i nomi principali degli anni 90 dobbiamo menzionare due cultori della funzionalità e della produzione in larga scala, ovvero Frank Ghery e Jasper Morrison.

 

Sedie per esterno

sedie per esternoSu una cosa non c’è dubbio. Quando si parla di sedie la prima naturale associazione è quella che ti fa pensare ad un ambiente domestico, chiuso, all’interno della tua abitazione.

Se parlassimo di sedie seguendo questa logica, però, rischieremmo di ignorare un mondo tanto vasto quanto interessante, che coinvolge un grande numero di ambienti e sedie che poco hanno a che vedere con l’interno di una casa.

Esploriamo insieme, dunque, tutte le principali tipologie di sedie da esterno e le relative collocazioni. È importante chiarire sin da subito che queste sedie sono progettate facendo attenzione soprattutto al design e quasi sempre non prevedono attenzioni strutturali ergonomiche per una corretta postura, per evitare il mal di schiena o altri fastidi.

Ambienti privati

Uscendo dalle mura domestiche ma senza allontanarci troppo potremmo soffermarci sulla terrazza o sotto al portico. Oppure, se sei più fortunato, potresti aver bisogno di sedie per il giardino.

Le sedia da esterno possono essere di varia natura, forma e materiale. Partiamo proprio da qui, dal materiale. Quello più usato è il legno, con la sua versatilità sia in fase di costruzione che per adattabilità ad ogni stile di arredamento.

Una sedia in legno si presta bene sia ad un ambiente classico che ad uno retrò, difficilmente la si può definire decontestualizzata, se non in casi di arredamenti molto moderni.

usura della sedia per esternoLo svantaggio principale per una sedia di legno destinata a restare fuori è riscontrabile nella tendenza ad usurarsi a causa delle intemperie. Come è noto il legno è un materiale che risente molto delle condizioni atmosferiche e subisce profonde variazioni strutturali se esposto per lunghi periodi a pioggia, nebbia o sole intenso. Se volessimo fare un parallelismo potremmo dire che una sedia in legno è come il corpo umano: se vai in giro poco protetto e ti esponi alle intemperie poi non puoi lamentarti del mal di testa, mal di schiena, torcicollo o influenza.

Fortunatamente il deterioramento da usura non è un problema irrisolvibile. Basta un po’ di manualità, pazienza e buona volontà. Esistono dei trattamenti e dei prodotti specifici che ti aiuteranno a rivitalizzare le tue sedie in legno, riportandole allo splendore e alla lucentezza di quando le hai acquistate. Di certo in questo caso il paragone fatto prima non regge, magari fosse così semplice “aggiustare” un uomo. Ecco perché spesso ti trovi ad alleviare i tuoi piccoli malanni, curando il torcicollo o il mal di schiena di turno con un calmante, che rimanda il problema senza andare alla radice.

Altro materiale molto utilizzato, soprattutto negli ultimi 50/60 anni, è la plastica. Le sedie in plastica hanno il vantaggio di essere leggere ed economiche.

Queste caratteristiche non devono essere sottovalutate, principalmente in virtù del fatto che viviamo ormai da tempo un’epoca di consumismo sfrenato, in cui la possibilità di acquistare oggetti versatili a basso prezzo è molto attraente.

sedia hero calligarisUna sedia in plastica si usura meno di quella in legno, può essere spostata agevolmente da un ambiente all’altro, e qualora dovesse rompersi (la resistenza è un punto debole) la si può sostituire senza spendere una fortuna. Anche il design può essere particolare e molto ricercato, basta dare un’occhiata al modello Hero di Calligaris per capirlo.

Un materiale ugualmente leggero ma molto più solido è l’alluminio. La solidità e la qualità superiore incidono negativamente sul prezzo, ovviamente più alto della plastica.

Un appunto importante sull’alluminio riguarda l’ottima resistenza alla pioggia e alle intemperie in generale. Questo ne fa il materiale prediletto per chi sa di non avere spazi sufficienti in cui riporre le sedie durante l’inverno, o per chi più semplicemente non ha voglia o tempo da dedicare a continui spostamenti.

Molto usate sia sulle terrazze spaziose che nei giardini sono le sedie/poltrone in rattan. Di solito chi le acquista preferisce optare per l’intero ”salottino” aggiungendo anche un tavolo, in modo da riprodurre all’esterno un ambiente perfetto per la convivialità, dove fermarsi con gli amici per un aperitivo o rilassarsi sorseggiando un cocktail.

Sedia a sdraioSe nel giardino hai anche una piscina, e accanto alla piscina un bellissimo solarium, allora non puoi trascurare l’idea di acquistare delle sedie a sdraio.

Queste hanno la particolarità di permettere, a chi è seduto, una duplice scelta. Infatti ci si può sedere sia in maniera classica, che in posizione distesa. Lo schienale è reclinabile e qualche volta è presente una prolunga estraibile su cui poggiare le gambe.

Le sdraio sono pieghevoli, proprio perché se ne prevede un utilizzo stagionale o occasionale, e fatte con materiali resistenti alle avversità atmosferiche.

Infine una sottolineatura: sebbene le abbiamo incluse tra le sedie da esterno, esistono anche alcune sedie sdraio prettamente da interno, utilizzate spesso in sostituzione del letto (anche se sono decisamente più scomode) nelle situazioni di emergenza. Non di rado si possono trovare negli ospedali, dove le si usa per riposi fugaci quando si ha necessità di passare la notte accanto a una persona cara.

Insieme alle sdraio possiamo citare anche i lettini da esterno. Anch’essi hanno una doppia funzione: possono servire per fare una bella dormita nelle ore più calde, o come superficie su cui sdraiarsi per farsi fare un sano massaggio rigenerante (niente di meglio quando ci si vuole rilassare o si vogliono alleviare la tensione, il mal di schiena e lo stress accumulati durante il giorno).

 

Ambienti pubblici (all’aperto)

Elencare gli ambienti pubblici è piuttosto difficile data la vastità di luoghi che a questa definizione può essere ricondotta. Per tale motivo abbiamo preferito fare un’ulteriore distinzione, partendo dagli ambienti all’aria aperta.

PanchineIn questi contesti più che di sedie spesso conviene fare riferimento a delle panchine o panche. Avrai già capito che l’attenzione deve concentrarsi verso qualsiasi luogo possa offrire un posto per sedersi, non fa differenza che si tratti di un parco o di una semplicissimo marciapiede a bordo strada. Parliamo in ogni caso di quei luoghi dove ti siedi per leggere un buon libro o semplicemente guardarti intorno, dove ci sono le giostrine con i bimbi che si divertono, il salutista che fa jogging e l’impiegato che fa stretching perché ha mal di schiena dopo 8 ore passate in ufficio.

Qualche volta capita che le sedie rinvenibili negli ambienti pubblici aperti abbiano una forma con la classica seduta singola. Molto più spesso, invece, sono pensate per accogliere un numero maggiore di persone, dato l’elevato numero di potenziali fruitori, e di conseguenza hanno una seduta più lunga, con la tipica forma di panchina.

Il materiale può variare dal metallo (ferro, alluminio, ferro battuto), alla plastica, passando per la pietra, il marmo o il legno. A seconda dello specifico contesto in cui sono collocate, del budget investito nell’acquisto e della disponibilità ad effettuare manutenzioni più o meno frequenti, si può indirizzare la scelta iniziale.

Tra gli ambienti pubblici outdoor ci sono anche i luoghi dedicati alle manifestazioni sportive o artistiche. Parliamo in questo caso di stadi, arene, piazze, ecc.

A seconda dell’evento e della struttura, che si tratti di un concerto occasionale o di uno stadio costruito da trent’anni, un certo numero di posti a sedere è quasi obbligatorio. Per assolvere a questa funzione esiste una grande varietà di soluzioni. Fermo restando che molti eventi (come i concerti più “movimentati”) prevedono l’utilizzo, oltre che di posti a sedere, anche dello spazio antistante il palco, dove una marea di persone balla, salta, si diverte e si spinge prima di tornare a casa con un po’ di acciacchi e il mal di schiena assicurato.

Così se in una piazza attrezzata per un concerto classico si possono posizionare comunissime sedie di plastica, gli spettatori che assistono allo stesso concerto dalle gradinate di un’arena, certamente non hanno altra scelta che quella di accomodarsi su piccoli sedili in plastica fissati ai gradoni, destinati alla protezione del fondo schiena, senza braccioli ne schienale.

Gli stessi sedili sono presenti nell’80% degli stadi italiani, strutture piuttosto obsolete, risalenti agli ultimi campionati del mondo di calcio giocati in Italia, nel 1990. Nei pochi impianti moderni sono stati invece installati dei sediolini più ergonomici, con la medesima forma ma un rivestimento in gomma, per rendere confortevole la seduta.

Ci sarebbe poi da discutere sulla reale utilità di questi sediolini, visto che per colpa di pochi tutti gli altri devono guardare la partita in piedi, con il rischio concreto di ritirarsi con un forte mal di schiena senza aver visto nulla.

All’interno dello stadio ci sono anche altre sedie molto in vista: le panchine per gli atleti e la sedia per l’arbitro.

Quelle che un tempo erano le scomode panchine in ferro su cui si stringevano i giocatori in attesa di scendere in campo, oggi sono invece delle comode poltroncine accessoriate, che si distinguono principalmente per il logo degli sponsor bene in vista o il sistema autoriscaldante.

Anche la sedia per l’arbitro è concepita in maniera diversa rispetto al passato. Tanto per cominciare non è più una sedia ma sono varie sedie. Al crescere del numero degli arbitri, guardalinee, assistenti e addizionali sono ovviamente aumentate anche le sedie a loro disposizione. Inoltre il giro d’affari legato agli sponsor ha trasformato anche queste normalissime sedie di metallo e legno in poltroncine extra-lusso, comode e accoglienti.

Non possiamo certo stupirci di questi cambiamenti se consideriamo la quantità di denaro e di privilegi legati al mondo del calcio. Basti pensare che le pay-tv entrano con le proprie telecamere negli spogliatoi mostrandoci massaggiatori personalizzati intenti a sciogliere i muscoli degli atleti, alleviando i dolori da stiramenti, contratture, mal di schiena, strappi ecc.

Sedie per interno

sedie per interniAnche in questo caso, così come abbiamo fatto per le sedie da esterno, l’analisi che andiamo a presentarti sarà divisa in due macro aree. In un primo momento parleremo degli ambienti domestici, cioè di tutte le sedie che usi quotidianamente nella tua abitazione. Successivamente concentreremo l’attenzione sulle sedie usate sempre al chiuso, ma non tra le mura di una casa privata, bensì negli ambienti più disparati e impensabili.

Dentro la casa

Per descrivere le sedie di casa possiamo provare un gioco di fantasia: immaginiamo di fare insieme un piccolo viaggio in una ipotetica abitazione, attraversandola stanza dopo stanza, scrutando ogni angolo alla ricerca delle seggiole presenti (o che potremmo aggiungere). Siamo sicuri che alla fine del gioco sarai stupito di quante diverse sedie possono esserci nei vari ambienti.

Un percorso che si rispetti deve iniziare da un ingresso e dal corridoio (se presente).

Spesso si presta poca attenzione all’arredamento dell’ingresso, forse perché lo si ritiene un luogo troppo poco frequentato e vissuto, un semplice luogo di passaggio. A ben vedere, invece, è proprio qui che si palesa lo stile di un arredamento. Fare le scelte giuste serve a offrire un colpo d’occhio essenziale, prima di addentrarsi nelle stanze principali.

Poltroncina Lazy CalligarisEbbene, se l’ingresso è sufficientemente spazioso potrebbe ospitare delle bellissime poltroncine come questa Lazy, a cui abbinare ad esempio un poggiapiedi.

Se poi il corridoio è più stretto e consente solo l’installazione di una consolle poggia chiavi, con specchio sovrastante, di certo non può mancare una sedia adeguata per impreziosire il tutto.

Dal corridoio si snodano una serie di porte che ci conducono nelle altre stanze. Pochi passi e sulla destra troviamo la zona living: il salotto o soggiorno. Qui il discorso si fa più importante e la scelta più difficile. Nel soggiorno innanzitutto c’è uno dei due tavoli principali della casa, insieme a quello della cucina, e sai bene che un tavolo senza sedie ha poche ragioni di esistere.

Che il salotto dei tuoi sogni abbia un arredamento moderno o classico certamente ci saranno delle sedie di stile accanto al tuo tavolo. Proviamo a vedere insieme alcuni esempi. Questa sedia Esta di Bontempi starebbe benissimo in un salone moderno, con tavolo in vetro e metallo, mentre la sedia nunzia è decisamente orientata verso l’arte povera, come si può evincere anche dal tavolo rettangolare allungabile effetto noce.

Potremmo andare avanti per ore ad illustrare le possibili soluzioni per le sedie e il tavolo del soggiorno, ma non dobbiamo dimenticare che di frequente in questa stanza esiste anche un angolo dedicato al relax, alla convivialità. Un posto in cui  stendersi per rilassare le gambe o alleviare il mal di schiena quando si è da soli, oppure stare in compagnia degli altri per rilassarsi o per bere un caffè.

Tale scenario è molto diverso dal sedersi a tavola, in questo caso infatti si cerca nella seduta una caratteristica in particolare: la comodità. Il mercato è ricchissimo di proposte capaci di soddisfare questa esigenza.

Poltrona alzapersona Elisa StonesPuoi scegliere di accomodarti su una poltrona classica, in tessuto, in pelle o in qualsiasi altro materiale tu la preferisca; ma puoi anche decidere di acquistare una poltrona alzapersone come il modello Elisa di Stones, perfetta sia per gli inguaribili pigri che per chi vive con una persona anziana che ha difficoltà motorie, problemi alle gambe o mal di schiena cronico.

Se invece ami fare un fugace pisolino dopo i pasti ma non vuoi andare a letto, forse quello che fa per te è una poltrona o, ancora meglio, un divano reclinabile.

Per chi predilige delle soluzioni di stile, dal design moderno e accattivante, ci sono le poltrone chais longue come questa Sleeper di Stones o la poltrona Relax Line di Bonaldo.

Una scelta molto in voga negli ultimi anni è quella di abbinare alla poltrona presente nel salone anche un pouf, oltre all’immancabile tavolino. I pouf possono essere pratici e funzionali (ad esempio con la possibilità di diventare brandine letto, come questo), oppure possono essere elementi di spicco dell’arredamento, molto particolari ed eleganti; basta guardare questo poggiapiedi Balans Varier per capire di cosa stiamo parlando.

Bene, adesso probabilmente è giunto il momento di lasciare il soggiorno, fare qualche passo ed entrare nel regno della sedia, la cucina.

Una cosa a cui forse nessuno pensa è che in cucina si passa la maggior parte del tempo seduti. Se infatti escludiamo i momenti dedicati a cucinare, le restanti ore si trascorrono mangiando, chiacchierando, giocando a carte o con un gioco di società (sempre seduti a tavola), rilassandosi seduti davanti a un camino (se se ne possiede uno) e così via, senza mai svolgere attività che prevedano posizioni diverse da quella a sedere.

Questa premessa ci indica la strada per capire quanto possa essere importante la scelta delle sedie per la cucina. Ancora una volta, proprio come accaduto per il soggiorno, e ancor di più, ricorrono due concetti fondamentali che devono guidare le tue preferenze: convivialità e comodità.

Ti starai chiedendo come mai non parliamo di arredamento, stile, abbinamenti tavolo-sedia, linea ecc. Puoi trovare la risposta a questa domanda nella premessa: in un posto in cui si passano molte ore seduti, per mangiare o socializzare, è assolutamente indispensabile farlo in assoluta comodità, lasciando il resto in secondo piano. Piuttosto dovremmo forse parlare di ergonomia per queste sedie su cui si passa tanto tempo poiché, sembra banale dirlo, ma anche le ore seduti in cucina, nella stessa posizione, possono causare dolori alle gambe, mal di schiena e pesantezza.

Di conseguenza le sedie per la cucina dovrebbero essere preferibilmente leggere, perché vengono spostate continuamente, morbide, ergonomiche, in una parola confortevoli.

Sedia Sofia Bontempi CasaQuesto modello Sofia di Bontempi potrebbe rappresentare un optimum in tal senso, poiché oltre alle caratteristiche precedentemente elencate ha anche il pregio di essere waterprof, ovvero resistente all’acqua e facile da pulire; il che, trattandosi di una sedia per la cucina, di certo non guasta.

In fondo al corridoio, sulla destra, c’è la camera da letto. Entrando non puoi non notare la sedia presente nell’angolo ai piedi del letto. Più che di una sedia, a dire il vero, si tratta si una poltroncina dalla duplice funzione: da un lato si integra alla perfezione nella camera completando e arricchendo l’arredamento, dall’altro viene usata ogni sera come poggia abiti. Soprattutto se in casa non è presente un omino appendiabiti l’utilità di questa poltroncina è impareggiabile, tanto scontata quanto indispensabile.

Se appartieni alla sfortunata categoria di persone che soffrono di insonnia o che non riescono a stare stese molto tempo per colpa del mal di schiena, quella sedia ha un’importanza vitale. Sceglila bene perché, purtroppo, sarà una tua fidata compagna notturna.

Anche nel bagno, dove non immagini possano esserci sedie, si trovano spesso dei complementi d’arredo destinati anche alla seduta. In particolare si tratta spesso di piccoli sgabelli multifunzione che servono sia per sedersi sia come poggia oggetti. In alcuni casi possono essere ancora più versatili e si presentano anche in forma di contenitore, come il modello Molger proposto da Ikea.

Un’altra tipologia di sgabello (o sedia) comune nelle stanze da bagno delle persone anziane è la sedia da doccia; questa viene utilizzata da tutti quei soggetti che hanno difficoltà motorie, problemi più o meno gravi, dal semplice mal di schiena ad una drammatica paresi. Essi purtroppo non riescono ad essere autonomi nella vasca da bagno, quindi hanno bisogno di una persona che li aiuti mentre stanno seduti.

Per finire con le stanze della casa che stiamo immaginando di visitare, rechiamoci nella futuristica sala home theatre, dedicata alla lettura, alla musica e naturalmente alla visione di film, proprio come un vero cinema. La sala potrebbe disporre dei classici divani, perfetti per lo scopo, ma per i più esigenti la soluzione ideale sono le poltrone pensate esplicitamente per questi ambienti. Per avere un’idea di cosa stiamo parlando dai un’occhiata al modello Roma prodotto da HCM: confortevoli, regolabili elettricamente, vano porta oggetti nel bracciolo, possibilità di aggiungere un tavolino girevole, un supporto tablet o addirittura le luci a led nel portabicchieri. Un vero e proprio cinema in casa insomma.

Fuori dalla casa, in ambienti diversi

Con l’aumento della digitalizzazione e dei lavori ad essa collegati si è avuto anche un forte incremento delle ore passate al computer, davanti ad una scrivania. Tutti i lavori di ufficio prevedono l’utilizzo di un PC e spesso ci si ritrova a stare seduti nella stessa posizione per molte ore, tutti i giorni. Ciò naturalmente potrebbe comportare problemi alla schiena e alla colonna vertebrale nel lungo periodo (spaziando dal classico mal di schiena alle ernie o agli schiacciamenti delle vertebre), incidendo negativamente sullo stato psicofisico del lavoratore e, più in generale, dell’uomo.

Di sicuro non si può pensare che tutti i lavori debbano prescindere dall’utilizzo del computer, di conseguenza ciò che va fatto è migliorare la postura mentre si sta seduti grazie all’utilizzo di sedie progettate a questo scopo.

Sedie per ufficioLe sedie da ufficio dovrebbero avere alcune caratteristiche obbligatorie, ovvero: possibilità di regolazione dell’altezza, regolazione dello schienale e dei braccioli, schienale ergonomico, rotelle direzionali, inclinazione dell’intera struttura sia in avanti che indietro, poggiatesta. Queste peculiarità sono assolutamente necessarie sia per chi, come dicevamo, lavora in ufficio, sia per chi deve stare seduto molte ore al giorno per altri motivi (ad esempio gli studenti).

I modelli più evoluti e particolari di sedie da ufficio prevedono addirittura i poggia ginocchia, che aiutano a mantenere la colonna vertebrale e le gambe nella posizione corretta, evitando l’insorgere dei problemi di cui sopra, tra cui l’immancabile mal di schiena.

Abbiamo appena citato gli studenti pensandoli alla scrivania di casa, ma in realtà i ragazzi passano moltissimo tempo seduti anche tra i banchi di scuola.

Che si tratti di scuola materna, elementare, media, superiore o università, le sedie presenti in aula hanno alcune caratteristiche comuni: sono sempre prodotte in serie e impilabili, così da poter essere agevolmente accantonate quando si necessita di spazi più grandi in aula, devono inoltre avere un’altezza proporzionata rispetto al banco, per non distorcere la postura.

I materiali invece cambiano a seconda della scuola, in particolare sono spesso realizzate in plastica colorata le sedioline per una scuola materna, mentre si privilegia il ferro ed il faggio per tutte le altre scuole.

sedie su barraUna particolarità si rinviene di frequente nelle aule universitarie, nelle quali non si trovano vere e proprie sedie indipendenti, ma quelle che sono definite sedie su trave o su barra, poiché si tratta di una serie di sedute reclinabili (che si richiudono in automatico quando non sono occupate) fissate allo stesso asse o trave. Prendono anche il nome di sedute su panca. Sono spesso dotate di una serie di accessori come i braccioli o il piano di scrittura che si alza e si abbassa all’occorrenza.

Le sedie su panca o su barra ci schiudono le porte ad un universo di differenti ambienti in cui esse sono utilizzate, con piccole variazioni in alcune caratteristiche, che le differenziano l’una dall’altra.

Di frequente le sedie su barra si trovano nelle sale d’attesa (di stazioni, aeroporti, uffici pubblici, ospedali o strutture sanitarie), nei cinema, nei teatri e negli auditorium. In alcuni casi sono a due o tre posti, mentre in altri sono fissate ad una panca molto più lunga, negli auditorium ad esempio possono esserci anche venti o trenta posti nella stessa fila.

Anche il materiale può variare: si va dalla semplice sedia in plastica di una comune sala d’attesa, a quelle più imbottite ed ergonomiche, con rivestimenti in stoffa o pelle, presenti nei teatri o nei cinema. In alcuni modelli le sedie fissate alla barra sono intervallate dalla presenza di un tavolino: il classico esempio è quello della sala d’attesa di un dentista, dove si possono trovare un gran numero di riviste poggiate proprio su questo tavolo.

Sebbene sia più raro, talvolta le sedie su barra si trovano anche nelle sale d’attesa degli alberghi. Molto più spesso, invece, in queste sale sono presenti delle poltroncine confortevoli ed eleganti.

Sgabello Diavoletto U ScabUn mondo a parte costituiscono poi i ristoranti e i bar. In questi locali ci sono due opzioni per sedersi: ai tavoli, dove le sedie sono in linea con l’arredamento, e al bancone, dove di solito non ci sono sedie ma sgabelli rialzati con poggiapiedi, come questo modello Diavoletto di Scab Design. Per quanto gli sgabelli possano sembrare più scomodi per via dell’assenza di uno schienale, paradossalmente essi potrebbero favorire la salute ed evitare i mal di schiena costringendo l’individuo ad avere la colonna vertebrale in posizione più dritta.

Nei pub invece, generalmente si scelgono le panche, molto più adatte allo stile rustico; se invece si opta per le sedie esse sono quasi sempre realizzate in legno.

Nel concludere questo paragrafo vorremmo fare un cenno alle sedie usate dai professionisti dell’estetica, quindi non solo estetiste, ma anche parrucchiere e barbieri. In questi casi non si può parlare di sedie in senso stretto, ma piuttosto di poltroncine con caratteristiche specifiche necessarie ad agevolare il lavoro. Ad esempio possono avere un’inclinazione particolare quando servono per fare uno shampoo o il make-up, un poggiapiedi rialzato se usate per la pedicure e così via a seconda dell’esigenza da soddisfare.

 

Sedie e mal di schiena, una lunga storia

Sedie e mal di schienaVorremmo ora soffermarci brevemente sulla comodità e sull’ergonomia, due importanti criteri di scelta delle sedie, validi principalmente per le sedute da studio, ma sempre più in generale per tutti gli ambienti della casa. Spesso i designer discutono su posizioni contrastanti del fatto che una bella sedia debba essere anche comoda. Per alcuni la sedia, come gli altri elementi dell’arredamento deve privilegiare le linee del disegno, per altri non può esistere un design privo di funzionalità, come dire che le sedie servono a sedertici e se fanno venire il mal di schiena sono progettate male, quindi il design per quanto bello è sbagliato.

Molte persone, soprattutto chi lavora da casa, scelgono con cura la sedia per il proprio studio. Trascorrere tante ore davanti allo schermo del PC può  causare torcicollo e mal di schiena, per questo oggi in rete è possibile trovare poltrone ergonomiche pronte per qualunque genere di utilizzo, da quelle più accessibili ed economiche a quelle più tecnologiche e costose, fino ad arrivare a sedute ergonomiche che funzionano come postazioni complete, dotate di bracci servo assistiti e piani d’appoggio. Queste poltrone costano alcune migliaia di euro e ti consentono di lavorare in assoluto relax, addirittura sdraiato o comodamente seduto, assecondando i movimenti naturali della schiena e garantendo una postura perfetta.

Un bellissimo contenuto “guida”, che spiega tutto sulle poltrone ergonomiche e al contempo racconta diverse esperienze di utilizzo, è pubblicato sul sito Nerdgranny da Simone Righini, un consulente di web marketing che ha sviluppato un business interessante proprio sulle sedute ergonomiche a partire da un problema posturale concreto. È partito da due cose, la conoscenza del web e il bisogno di risolvere il suo mal di schiena, ottenendo come risultato una guida che offre supporto per diverse tipologie di professionisti, da chi opera in telelavoro a tutti i livelli, a chi pure cerca poltrone da ufficio comode, fino a parlare dei problemi di schiena cui sono soggetti gli atleti, come chi fa canottaggio, pugilato o arti marziali, sport che sollecitano molto la muscolatura del tronco.

Le sedute ergonomiche spesso sono prive di schienale, ma presentano due appoggi per le gambe che costringono la schiena a star dritta. Queste sedute possono essere comode, ma non per molto tempo, dal momento che manca l’appoggio per la schiena. Rappresentano una buona terapia, soprattutto per chi allo stesso tempo sta facendo esercizi posturali o workout specifici per ridare tonicità o correggere difetti della colonna vertebrale.

Sono infatti i problemi di scoliosi, ma soprattutto di cifosi e lordosi a provocare più frequentemente il mal di schiena. Questi problemi possono essere risolti o quantomeno tenuti sotto controllo, soprattutto in età giovane, evitando di tenere per troppo tempo una postura scorretta e praticando attività sportiva come il nuoto, che oltre a sviluppare tutta la muscolatura in modo uniforme, non produce risentimenti a livello osseo e articolatorio.

Caratteristiche strutturali delle sedie

Finora abbiamo avuto modo di fare qualche piccolo passaggio sulle caratteristiche che una sedia può avere dal punto di vista strutturale. Adesso cerchiamo di approfondire anche questo aspetto.

Partiamo dal materiale di realizzazione. Questo è diverso, ad esempio, a seconda dell’impiego cui la sedia è destinata.

Se dovesse stare all’esterno, immaginiamo davanti a un bar o in un giardino privato, sarebbe meglio che la scelta ricadesse sull’alluminio, il rattan o la plastica, cercando comunque di escludere dalla scelta il legno. Naturalmente le indicazioni non possono essere troppo rigide poiché nelle valutazioni dell’acquirente subentrano anche altri fattori da tenere in considerazione accanto alla probabilità di usura.

Sedie in legno massiccoSe per esempio hai una casa rustica, con veranda completamente in legno, e un po’ di tempo da dedicare alla manutenzione annuale, di certo non potrai che scegliere le tue sedie proprio in legno massiccio, contrariamente a quanto prospettato qualche rigo fa. Il nostro consiglio è di puntare in questo caso sulla qualità e la comodità, così da poterti sedere rilassato dopo i fastidiosi lavori di manutenzione, che portano via tempo, causano mal di schiena e stanchezza, ma una volta terminati danno anche grande soddisfazione.

Nelle scuole, negli auditorium e nelle università, invece, quasi sempre le sedie sono realizzate in legno laminato, meno bello ma più pratico ed economico di quello massiccio.

Tra le materie plastiche un grande classico sono le sedie in pvc. Le hai usate decine e decine di volte partecipando a manifestazioni estive come feste di paese, cinema all’aperto, sagre ed eventi simili.

Ci sono poi i materiali che per loro natura sono strettamente collegati allo stile di arredamento e alla comodità della seduta, pensiamo dunque alla stoffa e alla pelle (o similpelle). Di solito essi si preferiscono per le sedute imbottite, come nel caso di poltrone, poltroncine e divani, o per tipi di arredamento specifici (le sedie ad esempio in pelle vanno per la maggiore nelle case con stile moderno).

Oltre ai materiali sono molte altre le caratteristiche riscontrabili nella struttura di una sedia, ognuna delle quali può avere funzioni specifiche e serve a rendere ogni prodotto assolutamente unico.

BraccioliEsaminiamo i braccioli. Tanto per cominciare questi possono esserci oppure no, non tutte le sedie ne dispongono. Se si tratta di sedie per la cucina o di quelle che vanno accanto al tavolo del soggiorno, molto probabilmente ne saranno sprovviste, poiché i braccioli migliorano la comodità, ma allo stesso tempo aumentano il volume, occupando più spazio e diminuendo i posti disponibili per i commensali.

Viceversa sono praticamente indispensabili per le sedie da lavoro, le sedie da ufficio o le poltroncine, in generale per tutte quelle sedie che, a causa dell’utilizzo intensivo, possono generare mal di schiena e problemi posturali. Ancora; i braccioli possono essere “pieni”, come in questo modello Linda, o con presa facilitata (vuoti) come nel modello Net.

Talvolta il bracciolo può essere singolo ed avere il collegamento ad un supporto, come un piccolo piano di scrittura.

Il sedile invece non può di certo mancare, e le sue varianti sono anche più numerose rispetto a quelle viste per i braccioli.

La sedia può ad esempio presentare un sedile classico o imbottito, può essere basculante per aiutare chi ha difficoltà ad alzarsi agevolmente, può prevedere un cuscino (sia separato che fissato al sedile medesimo); inoltre entrambi (cuscino e sedile) possono esse sfoderabili per consentirne un comodo lavaggio in presenza di sporco ostinato.

Il sedile altro non è che l’inizio, o la prosecuzione a seconda dei punti di vista, dello schienale. Infatti queste due parti della sedia possono essere unite o separate da un piccolo vuoto, in questa seconda ipotesi sono “comunicanti” tramite i braccioli che fanno da ponte.

Anche lo schienale può presentare un cuscino (fisso o slegato) ed entrambi possono essere sfoderabili. L’altezza dello schienale dipende molto dalla tipologia di sedia. Ad esempio nelle sedie ergonomiche è abbastanza alto affinché vi si possa poggiare tutta la schiena, mentre nelle sedie per la cucina o il soggiorno lo schienale alto, in voga fino a qualche decennio fa, è stato ampiamente superato e rimpiazzato da quello basso. Inoltre per chi soffre di mal di schiena ma non ha una sedia ergonomica, allo schienale può essere aggiunto un cuscino ergonomico dorsale e lombare.

In alcuni modelli, come in questa Diva, viene inserita una maniglia di presa; in altri invece lo schienale è totalmente vuoto, se si esclude la struttura perimetrale, o lavorato con delle trame particolari. Per rendere meglio l’idea vogliamo mostrarti i modelli Miss You di Pedrali e Spider di Bontempi.

Infine lo schienale può essere reclinabile, soprattutto nelle sedie da ufficio e in quelle per il relax. Come abbiamo già visto le sedie da ufficio ergonomiche sono spesso provviste anche di un poggiatesta e sono regolabili in altezza, tutte caratteristiche che, al pari del cuscino ergonomico appena menzionato, servono ad evitare i mal di schiena.

Insieme ai braccioli, il sedile e lo schienale, la struttura portante di una sedia necessita delle gambe, o più in generale di una base. Abbiamo voluto precisare il concetto di base proprio perché non tutte le sedie hanno le tipiche quattro gambe come in origine. Le varianti sono molteplici e assai fantasiose nella forma e nello stile.

sedia Esta BontempiLe sedie cantilever, come il modello Esta, ne sono un esempio. La particolare sospensione  e l’assenza di gambe posteriori ne hanno fatto un’icona, talmente apprezzata da essere realizzata da tutti i principali produttori mondiali.

I piedi poi non è detto che debbano essere per forza quattro, alcune sedie hanno solo tre piedi che partono da un punto centrale sotto il sedile o da tre punti distinti (di solito due davanti e uno dietro, al centro).

Esistono le sedie a bascula, con due assi curvi alla base per permettere un sistema di dondolo.

La base d’appoggio centrale può terminare in vari modi sul pavimento. Abbiamo appena detto che alcune volte prevede tre soli piedi, altre volte invece possono essere anche più di quattro e formare una stella. La base a stella è piuttosto comune per le sedie da ufficio con rotelle fissate sotto ciascuno dei piedi.

Negli sgabelli da bar, invece, la base d’appoggio centrale termina con un solo basamento rotondo e prevede la presenza di un poggiapiedi, molto comodo vista l’altezza. Eccone un esempio nel modello Discovery.

La base a slitta, infine, prevede un collegamento sul fondo tra le gambe anteriori e posteriori che si trovano sullo stesso lato, in maniera tale da riprodurre proprio le sembianze di una slitta.

Sedia pieghevole Zeta PezzaniA queste caratteristiche strutturali indispensabili possiamo aggiungerne un’altra ugualmente diffusa, cioè quella che rende la sedia pieghevole, come questo modello Zeta di Pezzani.

Esistono poi delle peculiarità uniche di alcuni modelli che vale la pena citare, ricordiamo dunque le sedie smontabili, le sedie flessibili, quelle dalla struttura monoscocca o modulare, le sedie appoggiabili sul tavolo, quelle tappezzate sul fusto, le sedie girevoli o con rete estraibile che diventano letto; anche se, ad onor del vero, queste ultime possono essere più agevolmente classificate tra le poltrone che nelle sedie vere e proprie. Così come sono molto simili a poltrone anche le sedie con poggiagambe integrato, per distendersi e godersi qualche ora di riposo davanti alla tv.

Come dimenticare infine le sedie impilabili, perfette da tenere in ripostiglio per le situazioni d’emergenza, gli ospiti improvvisi o un grande party programmato.

Lo stile

Lo stile di una sedia, così come quello degli altri mobili, può essere molto vario e rispondere a gusti soggettivi. Ciò che conta è l’assenza di un’eccessiva dissonanza, di un contrasto troppo marcato tra le sedie e il resto dell’arredamento presente nell’ambiente in cui esse devono essere posizionate. Altrettanto importante è tener presente che, in certi casi, si può e si deve rinunciare allo stile per privilegiare la funzione.

Sedie ergonomicheAd esempio se hai problemi di salute specifici, come scoliosi, cifosi, ernie, mal di schiena cronico, lordosi, lascia perdere l’estetica ed orientati sulle “brutte ma utili” sedie ergonomiche. Siamo sicuri che il tuo corpo ti ringrazierà, i tuoi mal di schiena si allevieranno o spariranno insieme a tutti gli altri problemi, e ti unirai al club di quanti pensano che essere sia più importante di apparire.

Dopo questa breve parentesi è importante chiarire che non esistono degli stili specifici per le sedie, ma essi ripropongono grossomodo le alternative disponibili per gli arredamenti in generale.

Ecco dunque che possiamo parlare di stile classico per quelle sedie dall’aspetto un po’ retrò, ispirate ai gusti ed ai valori della tradizione e realizzate tassativamente in legno. La seduta, invece, può anche essere imbottita o rivestita di tessuto o pelle. Queste sedie hanno una struttura resistente e sono anche piuttosto pesanti, poiché non sono fatte con legni scadenti o composti di legno, ma per la realizzazione si sceglie un legno massiccio dai colori tendenti al marrone scuro.

sedie moderneLo stile classico è tutt’oggi molto apprezzato, ma va detto che le giovani coppie intente ad arredare la casa nuova si orientano sempre più verso lo stile moderno. In questo caso parliamo di mobili semplici, dal design pulito e colori molto luminosi (non di rado si tratta di superfici laccate o lucide), che riescono comunque a conferire un design molto particolare a tutti gli ambienti.

I materiali utilizzati per la realizzazione di sedie in stile moderno sono diversi: possono variare dal metallo (in particolare acciaio inox) ed ecopelle di questo modello di Italian Design, all’acciaio laccato/cromato combinato con un sedile in polipropilene del modello Shark di Bontempi. Le materie plastiche, nel loro complesso, sono davvero molto apprezzate quando si parla di stile moderno, ma non va sottovalutata l’importanza del legno, specie se combinato con altri materiali in maniera non proprio convenzionale. Questo modello in legno massello rivestito in ecopelle rende bene l’idea.

Dalle linee semplici e definite come quelle dell’arredamento moderno di cui fa parte, è uno stile molto particolare, divenuto comune negli ultimi anni, periodo in cui la globalizzazione e la simbiosi tra culture molto distanti si diffonde con forza.

Stiamo parlando del design scandinavo. Le sedie costruite con questo design hanno una particolarità soprattutto nei colori. I popoli scandinavi, infatti, prediligono per il loro arredamento il total white, indispensabile per dare luce agli ambienti poco illuminati dal sole durante lunghi periodi dell’anno. Una variazione tipica del total white è il black and white, ovvero l’alternanza del bianco predominante con il nero delle finiture e degli accessori. Una scelta, questa, che premia l’eleganza oltre che la semplicità.

I popoli scandinavi sono molto attenti non solo ai colori, ma anche ad altri dettagli: come la comodità, evitare sedute che possano far insorgere mal di schiena e altri problemi fisici, il totale benessere dell’individuo. Fanno tutto ciò perché le statistiche hanno dimostrato come la combinazione tra clima avverso ed assenza di luce generi un gran numero di suicidi dovuti a depressione ogni anno.

Sempre riconducibili al più generale settore dell’arredamento moderno sono:

  •      Lo stile Bauhaus, dalle forme geometriche e semplici. Uno stile “pulito” che, fondato da Walter Gropius negli anni 20 del ventesimo secolo, si poneva l’ambizioso obiettivo di introdurre l’arte e la creatività nella produzione industriale.

  •      Il design organico. Le opere create seguendo questo design sono direttamente ispirate agli elementi naturali. In particolare ogni oggetto deve essere una creazione organica simile a quelle che si possono trovare in natura, non un mero assemblaggio industriale di più parti. Nel rispetto di questi principi si può dunque pensare alla funzione che l’oggetto (nel nostro caso la sedia) deve avere.

  •      Il design minimalista. Come è facile intuire dal nome si tratta di uno stile davvero sobrio, fatto di spazi aperti, colori tenui, assenza di ogni tipo di eccesso (ad esempio niente intarsi o decorazioni particolari). Il tutto per ottenere un ambiente ordinato e pratico.

  •      Un leggero richiamo al design minimalista viene fatto anche dallo stile industriale, nel quale le forme continuano ad essere semplici e lineari, mentre gli oggetti assumono un’aria metropolitana dai forti riflessi metallici.

Esistono poi altre tipologie di arredamento che non hanno nienete a che vedere ne con quello moderno ne con quello classico, ma che hanno delle peculiarità specifiche e si distinguono per alcune caratteristiche. Inutile sottolineare come tutte le specificità che stiamo analizzando, sia per quanto concerne lo stile classico e moderno, sia per quelli che andremo a vedere adesso, si ripercuotono e si ripropongono anche nella realizzazione di sedie.

  •      Art Decò. Gli arredi ispirati a questo stile presentano delle fini decorazioni con motivi floreali e cercano di esaltare le tonalità del legno con delle finiture cromate o laccate, impreziosite da intarsi di ogni genere.

  •      Stile Direttorio. È particolarmente indicato per arredare i luoghi pubblici come gli uffici e i ristoranti. Le linee sono intarsiate ma non hanno decorazioni ad appesantirle, il che garantisce un tocco di sobrietà. Lo stile Direttorio richiama un po’ il Luigi XVI, che vedremo tra poco, ma è meno elegante.

  •      Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento si diffonde lo stile definito Art Nouveau, le cui caratteristiche principali sono i motivi stilizzati e geometrici o floreali, sempre con linee sinuose. Le sedie in Art Nouveau sono la sintesi perfetta di queste particolarità poiché hanno gambe curve e sinuose e lo schienale quasi sempre alto, alla cui sommità si può trovare un medaglione intagliato con motivi floreali.

  •      Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI. Abbiamo scelto di accorpare gli stili riconducibili a questi tre imperatori francesi per poter meglio identificare ed apprezzare le differenze e le similitudini esistenti tra di loro.

Poltrona Luigi XIVLe sedie e le poltrone Luigi XIV hanno uno schienale imponente, i braccioli incurvati, sono imbottite e i piedi raffigurano spesso una zampa di leone.

Nell’arredamento Luigi XV le più importanti variazioni strutturali riguardano un abbassamento dello schienale e un arredamento dei braccioli, in linea con le esigenze del tempo, cioè per agevolare la seduta a chi indossava vesti molto larghe e parrucche voluminose. Le forme di queste sedie sono comunque sinuose e i materiali utilizzati sono quasi sempre legni reperibili in Francia, come la quercia, il noce, il faggio e il tiglio.

Durante il regno di Luigi XVI le sedie diventano più eleganti e leggere ma perdono tutta la comodità che si era ricercata nello stile precedente. Gli schienali sono geometrici (rettangolari o quadrati), mentre le gambe, dritte e affusolate, poggiano su una parte finale sferica.

  •      Stile Biedermeier. Le sedie in questo stile hanno struttura solida dalle forme geometriche, si distinguono inoltre per la comodità del sedile e uno schienale decorato in maniera fantasiosa.

  •      Stile Napoleone III. Tipiche di questo stile sono le sedie di ispirazione vagamente orientale, talvolta realizzate in vimini, dal design basso e avvolgente. Sia le sedie che le poltrone sono molto imbottite.

  •      Stile Luigi Filippo. Anche in questo in caso la seduta (che può essere rettangolare o a semicerchio) e i braccioli sono ben imbottiti. Lo schienale ha una forma leggermente curva che viene definita en gondole, così come curve sono le gambe anteriori, mentre le gambe posteriori sono a sciabola. Sembra presentare, per assurdo, delle primordiali caratteristiche delle moderne sedie ergonomiche contro il mal di schiena.

  •      Stile Gustaviano. Questo stile è il predecessore, l’ispiratore, del più famoso Shabby Chic.  Deve il suo nome al Re Gustavo III di Svezia e nasce dalla fusione tra Neoclassicismo e Roccocò. Le sedie, così come i divani e gli altri complementi d’arredo, presentano un rosone nella parte superiore e sono scolpiti con decorazioni a forma di capesante.

  •      Stile Provenzale. Nello stile provenzale le forme sono semplici e lineari, sempre massicce, talvolta possono anche presentarsi un po’ arrotondate o bombate. La opere in provenzale non sono mai moderne, ma hanno un’aria anticata a metà tra il classico e il rustico. I colori prediletti sono quelli naturali, dalle tonalità molto tenui, come il bianco, il lilla o l’avorio.

Sedie particolari

Esistono una grande quantità di sedie che non rientrano nelle tipologie standard, perché hanno una funzione particolare, una forma non convenzionale o delle caratteristiche speciali.

Vediamone alcune e cerchiamo di capire perché le consideriamo particolari.

sedia elettricaPartiamo dalla sedia forse più tristemente famosa: la sedia elettrica. Tutti conoscono lo scopo per cui è stata inventata da Thomas Edison, e non dimentichiamo che ad oggi esistono ancora molte nazioni nel mondo che la utilizzano per eseguire condanne a morte. In tanti altri casi, invece, viste le sofferenze arrecate al condannato, si è preferito sostituirla con l’iniezione letale. Sebbene esuli dagli scopi dichiarati di questa guida ci sentiamo di manifestare il nostro totale dissenso per l’utilizzo di questa sedia e di qualsiasi altro strumento di morte.

sedia a dondoloPassiamo adesso ad una sedia dalle associazioni totalmente diverse, la sedia a dondolo. La sua caratteristica fondamentale è la sostituzione delle classiche gambe con due archi che collegano la parte anteriore e quella posteriore in modo da consentire il classico movimento ondulatorio. Questa sedia è perfetta per trascorrere momenti di relax, riposare o leggere un buon libro.

sedia da registaLa sedia da regista ha le gambe incrociate a formare una “X”, il fusto pieghevole, lo schienale e la seduta estraibili. Famosissima, molto inflazionata per raffigurare il regista intento a dare avvio ad una scena con il classico “Ciak, si gira!” in tutte le rappresentazioni teatrali e cinematografiche.

Faldistorio trova la sua origine nel termine tedesco Faltstuhl, ovvero "sedia piegata". In effetti il faldistorio ha una forma incrociata che gli permette di essere piegato agevolmente. Esso veniva usato dai vescovi e ricoperto dal colore liturgico del giorno. Il suo impiego è divenuto piuttosto raro negli anni successivi alla Riforma Liturgica.

Una delle sedie pieghevoli più antiche è forse la tripolina. La sua prima apparizione in pubblico risale al 1904 e non si conosce con esattezza chi sia stato l’inventore. Quel che è certo è il suo essere fonte di ispirazione per tutte le sedie pieghevoli che sono state create dopo la sua comparsa. La tripolina è stata usata, negli anni della sua commercializzazione, dalle truppe inglesi come supporto durante le battaglie del XIX secolo. In quei momenti ai soldati bastava un semplice punto d’appoggio, anche non molto comodo, perché avevano ben altri problemi che non il mal di schiena a cui pensare.

Pouf contenitoreIn precedenza abbiamo già fatto qualche accenno al puof, ma non abbiamo specificato che esistono alcuni modelli con un vano sotto il sedile a formare un piccolo cassetto porta oggetti. Oltre ai puof ci sono anche le sedie con cassetto, che hanno la medesima caratteristica.

La sedia Wassily è stata a suo modo rivoluzionaria, soprattutto nelle metodologie di produzione e nei materiali utilizzati ( nello specifico eisengarn e tubi di acciaio nichelato). Essa è anche conosciuta col nome di sedia Modello B3 e fu progettata da Marcel Breuer nel 1925.

Le sedie per orchestra all’apparenza sembrano non avere alcuna particolarità, hanno l’aspetto di comunissime sedie con schienale e sedile rivestito in stoffa. Quello che le distingue, invece, è il fatto che proprio lo schienale e il sedile possono essere regolati a proprio piacimento sia in altezza che attraverso un meccanismo di scorrimento orizzontale; questo per consentire agli orchestrali di essere a proprio agio nel momento dell’esibizione e non avere problemi di mal di schiena durante il concerto, che vadano ad inficiare la performance.

Molto particolari sono le sedie sospese. Spesso vengono attaccate agli alberi in giardino o sotto il soffitto di un portico. Alcuni modelli hanno anche una base da cui parte il tubo metallico a cui si appende la sedia. Somigliano vagamente a delle gabbie per uccellini vista la struttura completamente chiusa sia ai lati che alle spalle. Sono particolarmente sceniche e adorate dai bambini che possono dondolarsi al loro interno.

sedie luminoseLe sedie luminose hanno delle strisce di led posizionate all’interno che, quando accese, conferiscono un particolarissimo effetto ottico. Il gioco di luci è ideale per chi voglia posizionarle in un locale pubblico o in un giardino privato dall’arredamento moderno. La struttura semitrasparente deve essere costruita in plastica o in vetro per consentire il passaggio della luce.

Un’insieme interessante di sedie con funzione specifica, prettamente medica, è quello che comprende le sedie bariatriche e la sedia di flebotomia.

Le prime sono generalmente destinate a persone con disabilità gravi e difficoltà motorie molto pronunciate. Nella maggior parte dei casi sono dotate di 4 o più rotelle, braccioli, poggia piedi e apertura igienica.

Le sedie di flebotomia, invece, sono fornite di uno o due poggia braccio in gomma, sia sul lato destro che su quello sinistro, poiché servono ad agevolare la postura del paziente nel momento di un prelievo di sangue o nel corso della somministrazione di una flebo.

Vogliamo dedicare un breve passaggio, in conclusione di questo corposo viaggio nel mondo delle sedie, a quelle che hanno caratteristiche ecologiche. In particolare tali modelli sono costruiti con un occhio attento alle tematiche ambientali, utilizzando materiali di recupero o riciclati e scegliendo legno che provenga da foreste certificate.